Parlamento Ue: violenza sulle donne, in Europa solo la metà degli Stati ha una legge sullo stupro basata sul consenso

(Strasburgo) Dopo l’ampia maggioranza che al Parlamento europeo ha approvato la relazione sull’importanza di una legislazione sullo stupro basata sul consenso nell’Unione europea, le correlatrici del provvedimento, la svedese Evin Incir la polacca Joanna Scheuring-Wielgus hanno organizzato una conferenza nella sala stampa di Strasburgo intitolata alla memoria di Daphne Caruana Galizia. “Il parere del Parlamento è chiaro, ora la Commissione deve assumersi le proprie responsabilità e presentare prontamente una proposta per una legislazione sullo stupro basata sul consenso”, ha dichiarato Incir. “Non possiamo accettare che donne e ragazze nel 2026 in alcuni dei nostri Stati membri vengano ancora interrogate se hanno davvero detto di no e come hanno detto di no”. Quindi una precisazione: “L’articolo 83.1 dei Trattati ci permette di agire contro lo sfruttamento sessuale, e se lo stupro non è sfruttamento allora cos’è definibile sfruttamento? Anche la Convenzione di Istanbul chiarisce ancora di più che il consenso deve essere dato volontariamente”. Scheuring-Wielgus si è invece soffermata sulle difficoltà negoziali: “Il compromesso che abbiamo raggiunto in plenaria è stato difficile da negoziare, ma ha funzionato”. Storie attuali, da casi di cronaca a esempi di violenza in rete, mostrano una realtà “persino peggiore di qualche anno fa” che porta in dote un unico risultato: “Questi cambiamenti devono avvenire adesso”. Le due relatrici si sono poi soffermate sui dati: attualmente solo 14 dei 27 Stati membri dell’Ue dispongono di legislazioni sullo stupro basate sul consenso, otto non ne hanno affatto, quattro sono in fase di elaborazione e uno, la Germania, ha una legge “no significa no” considerata inadeguata rispetto agli standard della Convenzione di Istanbul che, al contrario, si basa sul consenso e sul principio “solo sì è un sì”.

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