La maggioranza degli italiani (61,6%) dichiara che non si sentirebbe a proprio agio a informarsi attraverso un mezzo interamente generato dall’IA. È uno dei dati più significativi del 21° Rapporto sulla comunicazione del Censis, presentato oggi a Roma sul tema “L’informazione nel mirino”. Tra i contrari, il 34,8% teme il rischio di disinformazione o fake news, mentre il 26,8% afferma di dare ancora maggior valore a un prodotto creato da esseri umani. Tuttavia, il 38,4% si dichiara favorevole: di questi, il 30,1% accetterebbe un media a patto che i contenuti siano supervisionati da persone in carne e ossa, mentre l’8,3% si fiderebbe anche di un sistema completamente autonomo. Il Rapporto ricorda che le aziende europee del settore informazione e comunicazione sono quelle che più fanno uso dell’IA (62,5%), soprattutto per l’analisi del linguaggio scritto (42,2%) e l’elaborazione del linguaggio naturale (42,2%). Nel dibattito pubblico torna intanto il tema della disoccupazione tecnologica: i lavori legati alla creazione e trasmissione di contenuti appaiono tra i più esposti ai cambiamenti imposti dall’IA generativa.