“Con ogni evidenza alle nuove fragilità dei nuclei familiari oggi va ricondotta la grande parte delle problematiche che affliggono i bambini e gli adolescenti. La grande prevalenza di trascuratezza e violenza assistita tra le forme di maltrattamento indica la necessità di sostenere le famiglie nel loro compito educativo primario, che non può essere surrogato né delegato ad altre agenzie”. L’ha dichiarato l’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza italiana (Agia), Marina Terragni, partecipando al convegno “Dai dati all’azione”, promosso, a Milano, da Centro di ricerca sulle dinamiche evolutive ed educative CRIdee dell’Università cattolica e Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza–Agia, in collaborazione con Coordinamento italiano dei servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia – Cismai, Terre des hommes e International Society for the Prevention of Child Abuse and Neglect – Ispcan.
La mattinata di confronto europeo ha posto l’accento sull’importanza del data collection, ovvero la sistematizzazione dei dati raccolti sul fenomeno articolato del maltrattamento all’infanzia, e sul coraggio, come Paese, “di assumere una leadership internazionale, forti di una tradizione giuridica, di competenze scientifiche di alto livello, di piani dispositivi nazionali e di policy mature, proponendosi come pathfinder country nella Global Alliance Onu”, come ha concluso Luca Milani, psicologo dello sviluppo coordinatore dell’evento.
Ripreso da tutte e tre le rappresentanti dell’Autorità garante dell’infanzia e dell’adolescenza Marina Terragni, Edita Žiobienė della Lituania e Jenni Saukkola della Finlandia, la protezione dei minori dalla pedopornografia, sempre più diffusa a causa dell’uso improprio delle piattaforme digitali, è un tema su cui occorre lavorare in modo prioritario.
Altrettanto ricorrente nel dibattito, moderato da Rocco Briganti di Ispcan, è stato il problema della violenza sulle bambine e sui bambini in ambito familiare, una questione che mette in luce la necessità di intervenire con normative e servizi sociali a supporto di nuclei familiari fragili. Confermata anche la necessità della prevenzione applicabile nelle reti sociali, in ambito familiare, scolastico, sportivo (ad oggi ancora poco indagato).
Condotta da Terre des Hommes e Cismai per l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, la ricerca evidenzia dati allarmanti: su un totale di 374.000 minori in carico ai servizi sociali al 31 dicembre 2023, in Italia quasi 114.000 sono vittime di maltrattamento. Dal 2018 al 2023 l’aumento è stato del 58% e l’87% delle violenze è stato registrato in famiglia.
Secondo l’indagine, presentata da Federica Giannotta, responsabile Advocacy di Terre des Hommes, e da Gloria Soavi, psicologa di Cismai, e che prende in considerazione 326 comuni italiani e copre un bacino di oltre due milioni e settecentomila minorenni, la forma di maltrattamento più frequente è il Neglect (trascuratezza) subito dal 37% dei minori, seguita dalla violenza assistita al 34%. Violenza psicologica e maltrattamento fisico, invece, incidono rispettivamente per il 12% e l’11%. Meno diffuse risultano la patologia delle cure (4%) e l’abuso sessuale (2%). Il maltrattamento colpisce indistintamente maschi e femmine ma l’indagine riporta, per la prima volta, anche un quadro puntuale delle forme che l’abuso assume. Nell’87% dei casi il maltrattante appartiene alla cerchia famigliare ristretta.