Attentato terroristico a Mosca: Zubov (storico), “questa tragedia solleva questioni di natura politica”

(Foto: ANSA/SIR)

“Questa tragedia solleva questioni di natura politica: come hanno potuto i servizi speciali russi, che per motivi di sicurezza ci hanno privato dei diritti civili e delle libertà fondamentali, lasciarsi sfuggire un attacco terroristico così vasto e ben preparato?”: così si chiede Andrey Zubov, storico e oppositore di lunga data di Putin, uno dei tanti che ha lasciato il Paese dopo l’inizio dell’invasione russa. Secondo lo storico, se gli attacchi terroristici dei primi anni del potere di Putin potevano essere spiegati con la debolezza dei servizi speciali dopo gli “impetuosi anni ‘90”, ora, “dopo un quarto di secolo di consolidamento dei vertici del Kgb, dopo le annuali relazioni coraggiose che tutto è sotto controllo”, secondo Zubov, un attacco terroristico di questa portata nella capitale della Russia ha solo una spiegazione: “Tutte le misure draconiane contro i cittadini avevano un obiettivo completamente diverso dalla sicurezza dei cittadini. Come ai tempi dei bolscevichi lo scopo è la sicurezza dei banditi potenti”, mentre “nulla protegge i cittadini dal terrorismo dei banditi dell’Isis o di altre organizzazioni”. Secondo Zubov, per Putin e per il capo dei servizi segreti Bortnikov “i russi non sono individui, sono una massa, che devono accettare docilmente di essere massacrate sia in Ucraina sia durante gli attacchi terroristici. Ecco perché i russi sono stati privati di tutti i diritti civili e trasformati in una massa”.

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