Pace: Sant’Egidio, il “no” delle religioni alle guerre in un incontro internazionale a Berlino

In un tempo in cui nuovi muri si innalzano e aumenta la rassegnazione di fronte a guerre che si eternizzano, come quella in Siria, e al drammatico conflitto che si combatte ancora, dopo un anno e mezzo, in Ucraina, il popolo della pace si darà appuntamento a Berlino, dal 10 al 12 settembre, per l’Incontro internazionale “L’audacia della pace”, il trentasettesimo nello “spirito di Assisi”, dopo la prima preghiera delle religioni mondiali voluta da Giovanni Paolo II.
Promosso dalla Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con la Chiesa cattolica e quella evangelica di Berlino, l’evento – che prevede un’assemblea inaugurale, 20 forum tematici e una cerimonia finale – conoscerà un’importante partecipazione popolare: persone di tutte le età (molti i giovani) che si sono già iscritte, provenienti da tutta Europa, senza contare quelle che seguiranno i diversi appuntamenti in streaming. Come ha spiegato il presidente di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo, la scelta di Berlino è altamente simbolica: “In una stagione che vede risorgere tanti muri e crescere polarizzazioni preoccupanti, l’esempio di una città, grande capitale europea, dove un muro è caduto per la forza delle democrazie, del dialogo e della pazienza di costruire canali di pace, è fondamentale e dà speranza per il futuro”. Numerosi i leader religiosi e le personalità delle istituzioni e del mondo della cultura che interverranno, provenienti da 33 Paesi di tutti i continenti. Tra loro il presidente e il cancelliere tedeschi, Frank-Walter Steinmeier (all’inaugurazione) e Olaf Scholz (in dialogo, in un forum, con Andrea Riccardi), il presidente della Guinea Bissau Umaro Sissoco Embalò, il Grande Imam di Al-Azhar Ahmed Al-Tayyeb, il presidente della Conferenza dei rabbini europei, Pinchas Goldschmidt, il card. Matteo Zuppi e il patriarca assiro Mar Awa Royel dall’Iraq, insieme ad importanti delegazioni di diverse Chiese cristiane, dell’islam, dell’ebraismo e delle altre religioni mondiali, con importanti delegazioni dal Giappone e dall’India per il buddismo e l’induismo. Il programma prevede l’inaugurazione nel pomeriggio di domenica 10 settembre e, a seguire, 20 forum nella giornata di lunedì 11 e nella mattina di martedì 12 su temi come la crisi ambientale, i migranti, il dialogo interreligioso, la democrazia nell’età contemporanea, la globalizzazione, il disarmo e l’intelligenza artificiale. La cerimonia finale si svolgerà davanti alla Porta di Brandeburgo il pomeriggio del 12 settembre dove è atteso un messaggio di Papa Francesco e verrà letto l’appello di pace delle religioni mondiali. Previste anche testimonianze da Paesi in guerra, come l’Ucraina e l’Afghanistan.

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