Frati minori conventuali: Palermo, un testo per i 400 anni dalla liberazione della peste e sulla devozione all’Immacolata

(Ph: Sir)

Un testo per i 400 anni della liberazione di Palermo dalla peste per intercessione dell’Immacolata, proclamata patrona principale della città e della regione Sicilia. Lo hanno diffuso la Provincia dei Frati Minori Conventuali. L’Immacolata viene infatti particolarmente venerata nella basilica di San Francesco d’Assisi, affidata proprio all’Ordine. “Nell’anno 1624 la città di Palermo, martoriata dalla peste, si consacrò alla Vergine Immacolata facendo il voto di professare e di difendere, anche con il sacrificio della vita, la dottrina dell’immacolato concepimento, sperando nel suo intervento per la liberazione dal terribile morbo – si legge –. Il popolo segnato dalla peste rivolgeva il suo conforto e la sua speranza alla misericordia divina, invocava le Sante protettrici della città e, soprattutto, l’Immacolata, il cui culto era presso il popolo per lunga tradizione oggetto di viva devozione. Ma durante quella terribile prova, un’altra santa, il cui culto invece si era tanto affievolito, da sembrare quasi scomparso, appariva in sogno ad una donna in fin di vita, Girolama La Gattuta. Santa Rosalia, eremita palermitana vissuta nel XIII secolo, le prometteva la guarigione se si fosse recata sul Monte Pellegrino, luogo dove la santa aveva dimorato negli ultimi anni della sua vita. Quando la donna sale sul monte per adempiere il voto, ha una visione in cui riceve da Rosalia le indicazioni sul punto esatto in cui avrebbero trovato le sue spoglie mortali. Era il 15 luglio 1624 quando a quattro metri di profondità venivano intercettati i suoi resti. Fra i fedeli che trovavano le reliquie erano presenti anche quattro frati francescani minori conventuali riformati appartenenti alla comunità sita sul monte pellegrino, i quali deponevano come testimoni oculari del ritrovamento al processo istituito dalla curia arcivescovile”.
Da allora a oggi, i frati traggono una conclusione: “In questa nostra epoca che si dice sia sempre più lontana da Dio, quindi dagli eventi e dalle tradizioni popolari che di un popolo invece sono identità e costante, nel Festino di Santa Rosalia e nei festeggiamenti solenni in onore dell’Immacolata, il numero dei partecipanti è la prova tangibile di una città che in queste continua a ritrovarsi e riconoscersi; nel riconoscersi infatti si celebra l’identità, e nella scansione ritmica degli eventi l’essenza del rito che ci rende palermitani e fedeli in Cristo”.

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