Disabilità e sanità: card. Zuppi, “rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il diritto alla cura”

(Foto Siciliani-Gennari/Sir)

“Nella nostra Costituzione c’è un diritto: che tutti hanno gli stessi diritti, ma anche il dovere di uguaglianza, cioè di togliere tutti gli ostacoli che impediscono di fatto quel diritto (alla cura, ndr)”. Lo ha detto l’arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, intervenendo al San Camillo di Roma a “Conversazioni 2023”, il primo di un ciclo di incontri volti a riflettere e dialogare su temi legati alla sanità con personalità di spicco della contemporaneità. Il cardinale ha indicato tre parole: priorità, competenza e cuore. “Le prime due mi sembrano il segreto delle cose, la terza il valore aggiunto”. Il primo appuntamento di “Conversazioni” s’incardina sulle “fragilità” – disabilità, povertà, salute mentale – intese non come un problema da “arginare”, bensì come una risorsa che, gestita attraverso buone prassi, diventa il motore per un nuovo modello di assistenza, personalizzato e umanizzato. L’incontro di oggi è anche l’occasione per presentare gli sviluppi del Servizio Tobia, nato alla fine del 2019 al San Camillo, che dalla sua istituzione ha garantito la presa in carico di oltre 700 persone con grave disabilità, spesso non collaboranti, attraverso percorsi diagnostici e clinico-assistenziali dedicati. Un modello che abbatte le barriere di accesso alla salute, e che potrebbe diventare realtà in 15 strutture sanitarie della Regione Lazio. “Uscendo dall’emergenza, i Tobia li abbiamo sempre avuti – ha aggiunto il card. Zuppi -. A volte li abbiamo evitati perché non si sapeva cosa fare, come fare, come affrontarli. E in molti casi dispiace farlo. Occorre, quindi, creare un sistema, mettere assieme i diversi pezzi (endocrinologo, gastroenterologo, odontoiatra). Altrimenti c’è il rischio di avere un bellissimo volontariato ma occorre un sistema che aiuti a essere tutti all’altezza”.

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