Papa Francesco: messa per i defunti, “chiedere la grazia della speranza, la virtù teologale della cucina”

“La celebrazione di una giorno come oggi ci porta due pensieri: memoria e speranza”. È iniziata così la breve ma intensa omelia, pronunciata interamente a braccio, della Messa in suffragio dei fedeli defunti, presso il Rome War Cemetery di Testaccio. “Memoria di coloro che ci hanno preceduto, che hanno fatto la loro vita, finito la vita. Memoria di tanta gente che ci ha fatto del bene: della famiglia e degli amici, anche di coloro che non sono riusciti a fare tanto bene ma nella misericordia di Dio sono stati ricevuti. C’è il mistero di questa grande misericordia del Signore”. “E poi la speranza”, ha detto Francesco: “Questa è una memoria per guardare avanti, per guardare il nostro cammino, la nostra strada. Noi camminiamo verso un incontro con tutti, col Signore e dobbiamo chiedere al Signore questa grazia della speranza, la speranza che non delude mai, che  è quella virtù di tutti i giorni che ci porta avanti, ci aiuta a risolvere i problemi e a cercare le vie d’uscita a tanti problemi, ma sempre avanti! Quella speranza feconda, quella virtù teologale di tutti i giorni, di tutti i momenti: io direi la virtù teologale della cucina, che è alla mano,  ci aiuta sempre. La speranza che non delude”.

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