Commemorazione defunti: card. Cantoni (Como), “nella comunione dei santi siamo uniti e responsabili gli uni per gli altri, in una fraternità senza fine”

“Oggi abbracciamo con particolare cura i nostri cari defunti. Ad essi siamo legati con particolari vincoli di affetto e di riconoscenza. Li ricordiamo tutti, anche coloro per i quali nessuno prega più, quanti sembrerebbero giacere dimenticati nell’ombra della morte”. Lo ha detto, oggi pomeriggio, il card. Oscar Cantoni, vescovo di Como, celebrando la messa per tutti i defunti al cimitero di Como-Rebbio.
“Il mio stesso pellegrinaggio da un cimitero all’altro della nostra città vuole esprimere la stretta vicinanza della Chiesa a tutti i defunti, proprio tutti, e un sostegno a chi vive la fatica e la sofferenza del distacco dai propri familiari, parenti e amici”, ha affermato il porporato, evidenziando che “la forza della fede ci permette di pensare i nostri defunti al di là della morte, accolti e custoditi dalle braccia amorose di Cristo signore, lui che ha vinto la morte e ha permesso anche a noi di vivere della stessa sua intimità con Dio padre e con i nostri fratelli e le sorelle, viventi in Cristo”.
Ricordando la pagina evangelica del giudizio finale, il vescovo di Como ha sottolineato: “Godremo il premio che Dio ci assicura secondo l’intensità o meno del nostro impegno generoso di servizio rivolto a tutti, senza esclusione. Tanto quanto avremo amato nel corso della nostra vita, ma anche sorretti da quanti continueranno a pregare per noi. Ecco perché noi offriamo sacrifici a Dio e preghiere per i defunti. Noi possiamo essere i loro benefattori, proprio perché possiamo arricchire il loro dono e intensificare la loro beatitudine con il tesoro di grazia che destiniamo a tutti e a ciascuno dei defunti”.
“C’è un vero legame di solidarietà e di particolare comunione tra noi, viventi quaggiù, e i defunti, così come essi, a loro volta, continuano a vegliare su di noi e invocano Dio per tutti e per ciascuno di noi – ha aggiunto -. È il miracolo della comunione dei Santi per i quali siamo sempre uniti gli uni gli altri, ma anche ci sentiamo responsabili gli uni degli altri, in una fraternità che non avrà mai fine, in un vincolo perenne”.
Il card. Cantoni ha concluso: “Celebrare l’Eucaristia vuol dire mettere a disposizione anche dei nostri defunti, oltre che per noi, i tesori di grazia di Cristo crocifisso e risorto, così che anche i defunti possano godere dei tesori di grazia inesauribili che Cristo risorto possiede e che mette a disposizione della sua Chiesa perché li distribuisca in abbondanza a tutti, vivi e defunti”.

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