Suicidio assistito: Natili Micheli (Cif), “prossimi a chi soffre per lottare contro il dolore che lo angustia”

“Per coloro che si riconoscono nella buona novella predicata da Gesù di Nazareth, i comandamenti non sono né troppo alti né troppo lontani da non poter essere seguiti. La vita e la morte sono due realtà immanenti l’una all’altra sulle quali l’ultima parola spetta a Dio”. Così Renata Natili Micheli presidente nazionale del Centro italiano femminile, commenta il primo caso in Italia di suicido assistito. “Anche se sappiamo bene che il giudizio è assolutamente necessario affinché la storia abbia un senso e le nostre azioni trovino la loro oggettiva verità che serve anche a ristabilire la giustizia, da credenti – aggiunge – riconsegniamo nelle mani di Dio il giudizio finale sulla storia individuale e più generale ci facciamo prossimi a chi soffre per lottare contro il dolore che lo angustia con sentimenti di fraterna vicinanza”.

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