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Droga: Rapporto Ue 2022. Johansson (Commissione), “incessante impulso della criminalità organizzata a trarre vantaggio dal commercio illegale” di sostanze

L’offerta e il consumo di droga, dopo le interruzioni dovute al Covid-19, torna ai livelli pre pandemici. Con pesanti conseguenze su vari fronti: sanitario, sociale, economico, della lotta alla criminalità. È quanto emerge nella “Relazione europea sulla droga 2022”, pubblicata oggi dall’Agenzia europea delle droghe che ha sede a Lisbona. La commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson commenta a caldo: “La continua intensificazione della produzione di droghe sintetiche nell’Ue ci mostra l’incessante impulso dei gruppi della criminalità organizzata a trarre vantaggio dal commercio illegale di droghe, mettendo a rischio la salute pubblica e la sicurezza. È particolarmente preoccupante che i partenariati tra le reti criminali europee e internazionali abbiano dato luogo a una disponibilità record di cocaina e alla produzione di metamfetamina su scala industriale in Europa”. Ciò comporta “un potenziale aumento del consumo e dei danni correlati. L’Unione europea e i suoi Stati membri continueranno a contrastare queste minacce emergenti attraverso uno sforzo collaborativo, basato sulle priorità comuni in materia di criminalità e sulle strategie in materia di droga e sicurezza”.
La relazione fornisce la più recente panoramica della situazione della droga in Europa, analizzando le tendenze a lungo termine e le minacce emergenti. “In un momento in cui la situazione internazionale solleva nuove sfide, la relazione – vi si legge – esamina anche come gli eventi globali in corso possano influenzare le dinamiche del problema delle droghe in Europa in futuro”.

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