Diocesi: Milano, due pubblicazioni per far conoscere vita e spiritualità di don Mario Ciceri. Beatificazione il 30 aprile assieme ad Armida Barelli

Il 30 aprile a Milano saranno beatificate due figure della Chiesa ambrosiana: Armida Barelli e don Mario Ciceri. L’editrice In Dialogo dedica alla figura del sacerdote (1900-1945) due volumi per farne conoscere le tappe biografiche e la spiritualità. Il primo, scritto da mons. Ennio Apeciti, rettore del Pontificio Seminario Lombardo, si intitola “Il bene fa poco rumore. Biografia del beato don Mario Ciceri”. Per don Ciceri, spiega una nota di In Dialogo, “c’era sempre tempo per fare del bene: per stare con i ragazzi dell’oratorio di Brentana; per entusiasmare giovani e adulti nell’organizzare la banda musicale e gli spettacoli teatrali; per fondare e sostenere l’Azione cattolica; per fare le veglie accanto ai malati e ai morenti; per ascoltare i penitenti dietro la grata del confessionale. C’era sempre tempo per scivolare con la sua bicicletta nei boschi dove erano nascosti i giovani braccati dalla follia di ogni guerra e, poi, per tenere i contatti con quelli costretti a combattere al fronte”. È questo “ciò che insegna don Mario, che continuò ad amare e a dedicarsi agli altri persino nei mesi di lunga agonia dopo il tragico incidente che gli costò la vita quando aveva solo 44 anni”.
Il secondo volume è scritto da don Claudio Borghi: si tratta di una pubblicazione illustrata per ragazzi da Graziella Giudici e si intitola semplicemente “Don Mario Ciceri”. “Nella sua vita don Mario ha avuto due grandi passioni: quella per Gesù e quella per la gente, soprattutto per i ragazzi dell’oratorio e per i giovani del paese della Brianza dove ha vissuto il suo ministero in anni non semplicissimi, perché tormentati dalla guerra”. La vita è raccontata ai più giovani dal parroco di Veduggio (Monza e Brianza), paese di origine di don Ciceri, insieme al gruppo “Amici di don Mario Ciceri”. “Ne emerge una figura genuina e luminosa, capace di trasmettere anche ai giovanissimi di oggi la gioia di annunciare il Vangelo dentro la trama della storia del proprio tempo”.

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