Chiese evangeliche: chiusa ieri la Seconda Assise generale della Fcei, adesione alla manifestazione nazionale per la pace del 5 novembre

(Foto: Fcei)

Si è chiusa ieri a Sassone (Roma) la II Assise della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) sul tema “‘Sentinella, a che punto è la notte …?’ (Isaia 21,11) Cosa vediamo, cosa dobbiamo dire? Libertà e democrazia; lavoro e ambiente; globalizzazione e pace”.
Come viene spiegato in una nota diffusa oggi, l’Assise triennale, alla quale hanno partecipato oltre 100 delegate e delegati del protestantesimo in Italia, rappresenta una novità nel percorso della Fcei. Nel corso dei lavori è stato approvato all’unanimità il messaggio finale che traccia le linee programmatiche e spirituali per il lavoro dei prossimi anni. Il documento, che si apre indicando i diversi motivi per cui “Camminiamo nella notte”, una notte per i diritti, per la fiducia, per i principi democratici e umani, dichiara poi l’urgenza di guardare in avanti. Indicando la strada nel “senso profondo della fede in Cristo che annunciamo: quando le tenebre sono più scure, immaginare la luce; dove regna lo sconforto, testimoniare la speranza; quando vincono la chiusura e gli egoismi, affermare l’accoglienza e la comunione; nel tempo dell’oppressione e della guerra, costruire la giustizia e la pace. ‘La notte è avanzata, il giorno è vicino; gettiamo dunque via le opere delle tenebre e indossiamo le armi della luce’ (Romani 13,12)”.
Approvate anche diverse mozioni, fra cui una di adesione alla manifestazione nazionale per la pace del 5 novembre. Adesione che si accompagna a una specificità dell’Assise, la quale ha dichiarato di non volersi posizionare in modo polarizzato rispetto al tema delicato e complesso delle guerre in corso. Approvate anche: una mozione su integrazione e migrazioni; una mozione su lavoratori e lavoratrici, che invita a continuare fra l’altro la riflessione teologica sul tema; una mozione su formazione ed educazione; la mozione che denuncia la persecuzione delle chiese e delle comunità di fede; una mozione che invita a riempire di contenuti il dialogo cristiano-islamico, attraverso iniziative di approfondimento in linea con lo spirito che portò 21 anni fa a inaugurare la Giornata del dialogo cristiano-islamico; una mozione sulla comunicazione. Infine, è stato approvato un atto che accoglie l’articolato documento dal titolo “Di fronte a vecchie e nuove sfide. Gli evangelici nell’Italia di oggi” che sarà portato alle Chiese per approfondire la riflessione e il dibattito intorno ai grandi temi epocali che riguardano il presente della società e della politica, non solo nazionale. Il documento parla di impegno ecumenico, di pluralismo religioso e laicità, ma anche di educazione contro gli atteggiamenti e le propagande xenofobe e razziste, anche alla luce della persistenza di pregiudizi antisemiti e islamofobici. Mette inoltre le mani avanti di fronte ai paventati “blocchi navali” invitando, invece, ad aprire la porta a chi bussa, come insegna Cristo. E di soccorrere lo straniero, chiunque sia, come fece il Samaritano.

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