Cambiamenti climatici: Unicef, in Egitto 5,3 milioni di bambini esposti alle ondate di calore

In relazione all'”esposizione agli shock climatici e ambientali” l’Egitto si colloca nella categoria di “rischio estremamente elevato”, con un punteggio nell’indice di 7,3 (su 10), il più alto della regione. In Egitto si stima che 5,3 milioni di bambini siano esposti alle ondate di calore; le temperature medie sono aumentate di 0,53 gradi Celsius per decennio negli ultimi 30 anni. L’Egitto rientra tra i primi tre Paesi della regione in quattro parametri di rischio su sette. Lo rivela l’Indice di rischio climatico per i bambini (Ccri) della regione del Medio Oriente e del Nord Africa (Mena), con particolare attenzione all’Egitto, pubblicato dall’Unicef in vista della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici Cop27, che si terrà in Egitto a novembre.
In quattro Paesi di Medio Oriente e Nord Africa – Egitto, Gibuti, Yemen e Sudan – entro il 2050 ci saranno probabilmente più di 103 milioni di bambini e 53,5 milioni di adolescenti4 che, in assenza di interventi immediati di mitigazione e adattamento, saranno più vulnerabili agli impatti dei cambiamenti climatici.
“Di fronte alle sfide del cambiamento climatico – si legge nel report – , i Paesi della regione hanno risposto con misure diverse. Prendendo come esempio l’Egitto, il Paese ha rafforzato i suoi impegni per affrontare il cambiamento climatico e mitigarne le conseguenze, sia a livello nazionale che internazionale. Inoltre, nel corso degli anni, ha investito nel benessere dei bambini, concentrandosi sulle famiglie più vulnerabili e sulle aree geografiche più svantaggiate. Sebbene gli impatti della crisi climatica nella regione siano profondamente preoccupanti, c’è spazio per l’azione e l’ottimismo”. Di qui la necessità di “agire con urgenza per proteggere i bambini e i giovani adattando i servizi sociali essenziali ai cambiamenti climatici, preparandoli con formazione sul clima, assicurando che le loro voci siano ascoltate e prese in considerazione e dando loro priorità nei finanziamenti, nelle politiche e nell’allocazione delle risorse per il clima”.

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