Papa Francesco: a Settimana liturgica nazionale, “individuare linee di pastorale perché assemblea eucaristica, ministeri e rito emergano dalla marginalità”

foto SIR/Marco Calvarese

“La triste esperienza del ‘digiuno’ liturgico dello scorso anno ha fatto risaltare la bontà del molto cammino compiuto a partire dal Concilio Vaticano II”. Lo riporta il messaggio di Papa Francesco, a firma del segretario di Stato vaticano, il card. Pietro Parolin, in occasione della 71ª Settimana liturgica nazionale, al via da oggi a Cremona, indirizzato a mons. Claudio Maniago, vescovo di Castellaneta e presidente del Centro azione liturgica. Soffermandosi sul tema “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome… (Mt 18, 20). Comunità, liturgie e territori”, il Pontefice ha ricordato che “il settimanale radunarsi nel ‘nome del Signore’ è stato duramente intaccato durante la fase più acuta del propagarsi della pandemia”. “Ma l’amore per il Signore e la creatività pastorale hanno spinto pastori e fedeli laici a esperire altre vie per nutrire la comunione di fede e di amore con il Signore e con i fratelli, nell’attesa di poter ritornare alla pienezza della celebrazione eucaristica in tranquillità e sicurezza”.
Un’attesa “dura e sofferta”, “illuminata dal mistero della Croce del Signore e feconda di tante opere di cura, di amore fraterno e di servizio alle persone che più hanno sofferto le conseguenze dell’emergenza sanitaria”. “L’assemblea domenicale viene a ritrovarsi sbilanciata – continua il messaggio – sia per presenze generazionali, sia per disomogeneità culturali, sia per la fatica a trovare un’armonica integrazione nella vita parrocchiale, ad essere veramente culmine di ogni sua attività e fonte del dinamismo missionario per portare il Vangelo della misericordia nelle periferie geografiche ed esistenziali”.
Infine, dal Papa l’auspicio che la Settimana liturgica nazionale “possa individuare e suggerire alcune linee di pastorale liturgica da offrire alle parrocchie”, perché “la domenica, l’assemblea eucaristica, i ministeri, il rito emergano da quella marginalità verso la quale sembrano inesorabilmente precipitare e recuperino centralità nella fede e nella spiritualità dei credenti”.

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