Coronavirus Covid-19: Taranto, sabato in parrocchia Santa Famiglia rappresentazione teatrale ispirata al Vangelo al posto di omelia per essere vicini ad artisti

(Foto Maurizio Greco)

Una rappresentazione teatrale ispirata al Vangelo della domenica, al posto dell’omelia, per porre attenzione su teatro e musica dal vivo, falciati dalle conseguenze della pandemia. È successo a Taranto, durante la messa delle 18 di sabato scorso, nella parrocchia Santa Famiglia nel quartiere periferico Salinella. Qui il parroco, don Giuseppe Marino, da anni prova a mettere al centro la cultura come espressione della bellezza che viene da Dio. Il progetto, intitolato “Omenia”, ha rievocato la parola omelia. In rumeno Omenia significa umanità (inteso come condizione, natura umana): ecco l’ulteriore significato che hanno voluto portare in scena il musicista Elio di Menza e l’attrice Delia De Marco, che ha interpretato il monologo scritto da Jlenia Mancino. Tre professionisti del settore, al momento senza aiuto economico né prospettive. “Gesù nel Vangelo di domenica scorsa diceva ai discepoli di guardarlo, perché non era un fantasma – ha spiegato Jlenia –: noi abbiamo voluto traslare il suo messaggio alla nostra condizione, parlando della sofferenza e la frustrazione che tutti gli artisti provano in questo particolare momento storico in cui i teatri sono chiusi e non è possibile esibirsi”.

Il tema dell’accoglienza è ritornato spesso nelle parole del parroco, che ha voluto spiegare il senso dell’iniziativa alla gente che, sorpresa, ha assistito al monologo. “In diverse occasioni siamo andati a vedere qualche proposta educativa, portata avanti attraverso il teatro dalla cooperativa Crest, di cui fanno parte questi artisti. Quando ci hanno chiesto aiuto è venuto naturale dire di sì. Liturgia e sacramenti sono il culmine della presenza di Dio ma Dio si esprime anche attraverso l’arte, la musica, il teatro, la letteratura e tutti noi, in questa comunità, sentiamo la mancanza di questo nutrimento spirituale”. Al termine della rappresentazione è partito un timido applauso, poi divenuto più forte. “La comunità della messa del sabato sera non è giovane. Anche questa era la scommessa – conclude don Giuseppe –. Per questo all’inizio dall’altare ho visto un certo smarrimento ma poi hanno capito che era semplicemente un’omelia fatta con un linguaggio differente e alcuni alla fine hanno ringraziato gli artisti”.

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