Ue-Venezuela: tensione diplomatica Bruxelles-Repubblica bolivariana a colpi di dichiarazioni su “persona non grata”. Ambasciatrici fanno le valigie

Il capo della missione della Repubblica bolivariana del Venezuela presso l’Unione europea è stato dichiarato persona non grata. La proposta dell’Alto rappresentate Josep Borrel è stata sostenuta dai capi di Stato e di governo riuniti per il Consiglio. “Questa è una risposta alla decisione del governo venezuelano di dichiarare persona non grata il capo della delegazione dell’Ue in Venezuela”, spiega la comunicazione. Mercoledì 24 febbraio infatti Isabel Brilhante Pedrosa, la rappresentante dell’Ue in Venezuela, era stata convocata dal ministro degli Esteri di Maduro, Jorge Arreaza, e dichiarata persona non grata: le sono state date 72 ore di tempo per lasciare il Paese a motivo delle 55 sanzioni imposte dall’Ue su ufficiali venezuelani accusati di violazioni dei diritti umani e delle regole democratiche. E ieri Bruxelles ha risposto: l’Ue considera la dichiarazione venezuelana “del tutto ingiustificata e contraria all’obiettivo dell’Ue di sviluppare relazioni e costruire partenariati nei Paesi terzi”. Su Twitter Claudia Salerno Caldera, ambasciatrice venezuelana presso l’Ue, ieri sera ha scritto: “Sono una figlia orgogliosa di Simón Bolivar. Ho difeso il Venezuela gestendo il rapporto con l’Unione europea con sobrietà e rispetto. Ma l’indipendenza e la sovranità del nostro Paese non sono negoziabili. Il Venezuela si rispetta”.

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