Diocesi: mons. Cirulli nuovo vescovo di Alife-Caiazzo, “solo una vita cristiana vissuta evangelicamente ci può far diventare costruttori di una società buona e fraterna”

“So della vostra fede e delle vostre opere buone. Mi è conosciuta la bontà e la mitezza con la quale questa benedetta popolazione ha costruito e vissuto la sua storia, in questo stupendo territorio che il Signore si è degnato di donare ad essa. Per questo, il mio cuore è colmo di gratitudine, perché sono stato ritenuto degno di poter vivere, gioire, soffrire e pregare con voi e per voi, in un momento così importante e decisivo della vita della diocesi, che, insieme alle altre dell’Alto casertano, è chiamata a riorganizzarsi sul territorio per rendere sempre più efficace l’annuncio del Vangelo, la Sua celebrazione e testimonianza”. Lo scrive alla Chiesa di Alife-Caiazzo mons. Giacomo Cirulli, vescovo di Teano-Calvi, nominato oggi da Papa Francesco vescovo di Alife-Caiazzo, unendo “in persona Episcopi” le diocesi di Teano-Calvi ed Alife-Caiazzo.​
“Nel nostro cammino insieme, in stretta collaborazione con la diocesi sorella di Teano-Calvi, ci faranno da luminosa guida i documenti consegnati alla Chiesa dai Padri del Concilio Vaticano II e l’approfondimento e la loro applicazione da parte del Magistero della Chiesa e, in particolare, dai grandi Pontefici che si sono avvicendati per quasi sessant’anni, fino ad oggi. Sarà preziosa per noi, a questo proposito, la guida sicura e decisa del nostro amato Papa Francesco”.
Rivolgendosi ai sacerdoti, il presule li ringrazia per l'”impegno diuturno in mezzo al popolo santo di Dio”: “Sappiamo bene che dalla nostra sincera, leale e costruttiva collaborazione scaturisce una testimonianza di unità e carità, indispensabile alla diffusione del Vangelo”. Un pensiero poi per tutti i fedeli: “Molti sono i problemi che agitano il nostro territorio, resi ancora più drammatici dalla pandemia che stiamo vivendo: la disoccupazione, la problematica condizione giovanile, che costringe molti ad emigrare, l’impoverimento materiale e morale di molte famiglie, la presenza incombente delle organizzazioni malavitose, la pervasività della corruzione e lo scarso interesse per il bene comune. Solo una vita cristiana pienamente vissuta secondo il Vangelo ci può far diventare ‘sale’ e ‘luce’, costruttori di una società buona perché fraterna. Da parte mia, vi garantisco tutto l’impegno perché questo possa sempre di più avvenire, ‘consumandomi per le vostre anime'”.
Infine, un ringraziamento a mons. Orazio Francesco Piazza, già amministratore apostolico di questa Chiesa negli ultimi due anni e vescovo di Sessa Aurunca, e a mons. Valentino Di Cerbo, vescovo emerito di Alife-Caiazzo.

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