Premio Niwano: assegnato ad una monaca buddista di Taiwan

È stato assegnato alla Venerabile Shih Chao-hwei, monaca buddista di Taiwan, il Premio Niwano per la pace 2021, giunto alla sua 38ª edizione. Il prestigioso riconoscimento, spiegano i promotori dell’iniziativa in una  nota, è giunto in omaggio al “suo lavoro di costruzione della pace attraverso la salvaguardia di ogni forma di vita, della sua promozione dell’etica e dell’uguaglianza di genere e del suo approccio aperto al dialogo con i differenti leader e gruppi religiosi”. “A partire dalla sua fede buddista – si legge ancora nella motivazione del  Premio – ha svolto un ruolo di leadership senza paura nella promozione di una pace sostenibile e durevole”. Nata nel 1957 a Yangon, in Myanmar, Shih Chao-hwei si è trasferita a Taiwan nel 1965 ed è stata ordinata nel 1978. Attualmente è docente di Studi religiosi nella Hsuan Chang University, dopo una lunga vita accademica. Tra i riconoscimenti ricevuti, la Medaglia Cinese di letteratura ed arti “per il suo significativo contributo al dibattito culturale”, la Medaglia Buddista internazionale come donna emergente nel 2009 e il premio Persona dell’Anno per i movimenti sociali nel 2012. Insieme con il Dalai Lama, è stata nominata mentore spirituale e patrona del Network internazionale dei buddisti (Ineb). È autrice di più di 25 libri e 70 ricerche. “Il suo punto di vista e la sua partecipazione ai movimenti sociali – si legge ancora nella nota – è supportata da studi morali e discorsi etici che vertono sui suoi studi dell’etica buddista. Oltre a ciò, lavora con altre figure di diversa estrazione sociale ed ideologica, e con pastori, sacerdoti, religiosi”. Tra le sue campagne, quelle della promozione dell’uguaglianza ad ampio raggio, che include l’uguaglianza di genere, la difesa degli animali e la lotta contro ogni violenza “culturale e strutturale”. A Taiwan, il suo impegno a favore dei diritti degli animali ha portato ad una legislazione che promuove la pratica buddista della cura per tutti gli esseri senzienti. Ha anche partecipato ad una campagna contro il gioco d’azzardo e contro la costruzione di casinò nelle regioni più povere e svantaggiate di Taiwan, promuovendo nel 2009 un movimento che ha portato al successo un referendum contro tali pratiche. Nel 2007, ha partecipato ad una conferenza intitolata “Cultura religiosa ed etica di genere”, per favorirne il riconoscimento da parte delle accademie internazionali, delle organizzazioni religiose e delle attiviste femministe. Pubblica articoli sui principali giornali di Taiwan, mostrando “coraggio di fronte alle difficoltà e preparazione nel dar voce a temi controversi”, come attesta la Commissione del Premio Niwano.

Ogni anno, la Commissione del Premio Nivano seleziona scrupolosamente i candidati tra circa 600 candidature, presentate da persone e organizzazioni che rappresentano 125 Paesi. I leader religiosi provengono da ogni parte del mondo, e molti di essi sono impegnati in movimenti per la pace e la cooperazione interreligiosa. La Fondazione Niwano per la pace ha istituito il Premio Niwano per la pace “per onorare e incoraggiare individui e organizzazioni che hanno contribuito in maniera significative alla cooperazione interreligiosa, sostenendo la causa della pace nel mondo, e per far conoscere le loro opera nella maniera più ampia possibile”. L’auspicio è che in questo modo “si accresca il dialogo e la cooperazione interreligiosa e si incoraggi la crescita di sempre più persone impregnate a lavorare per la pace mondiale”. Il Premio prende il nome dal fondatore e primo presidente dell’organizzazione buddista laica Rissho Kosei-Kai, Nikkyo Niwano, che ha dedicato più della metà della sua vita a promuovere la pace nel mondo, specialmente attraverso il dialogo e la cooperazione interreligiosa. Tra i premiati nelle precedenti edizioni figurano, tra gli altri, il vescovo Helder Camara e la Comunità di Sant’Egidio.

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