Colombia: arresto Otoniel. Dal Chocó mons. Álvarez Gómez (Istmina-Tadó) al Sir: “Carovana di pace ha ribadito richiesta allo Stato di essere presente in modo integrale”

L’arresto di Dairo Antonio Úsuga David, alias “Otoniel”, uno dei narcotrafficanti più ricercati del pianeta, capo storico delle Autodefensas gaitanistas del Colombia notizia importante, dunque, ma non certo decisiva nella prospettiva della pacificazione di alcune zone del Paese. È il caso della diocesi di Istmina-Tadó, dove la settimana scorsa si è tenuta una Carovana di pace, composta da 130 persone, tra cui il vescovo, mons. Mario de Jesús Álvarez Gómez, per incontrare le martoriate popolazioni del rio San Juan, che si trovano appunto in mezzo agli scontri tra Clan del Golfo ed Eln. Una tappa, questa, di un prolungato impegno per la pace dei vescovi del Pacifico e dell’Occidente, sfociato ultimamente in varie azioni di pace che hanno coinvolto rappresentanti di organizzazioni internazionali e della società civile. Spiega al Sir il vescovo: “Una zona ricca di risorse, prevalentemente forestale, ma flagellata da scontri che calpestano ogni dignità umana in nome di interessi economici. Vittime sono soprattutto le popolazioni indigene e afro del medio corso del fiume san Juan, del basso San Juan e del fiume Baudó. La Carovana è stata una delle iniziative intraprese assieme alle altre due diocesi di Quibdó e Apartadó. Ci stiamo impegnando in modo deciso, compiendo con chiarezza il nostro dovere di vescovi, che è anche quello di difendere la vita e i diritti umani. Le popolazioni sono vittime di una violenza selvaggia, ci sono ovunque mine antiuomo, sfollamenti. Vogliamo rendere visibile questa situazione”. Da parte della Carovana è giunto un forte appello allo Stato, che resta del tutto valido anche dopo l’arresto di Otoniel: “Scontiamo un’assenza storica, manca lo Stato! Servono salute, scuola, prospettive per i giovani, una presenza integrale”. Decisivo anche il coinvolgimento delle organizzazioni internazionali e dei Paesi europei: “Ringrazio il Sir per l’attenzione, e tutte le realtà che si stanno impegnando per la pace in Colombia, l’Onu, l’Organizzazione degli Stati americani, il Parlamento europeo, le ong, le ambasciate, i Governi di molti Paesi. Il loro apporto è decisivo”.

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