Neonato abbandonato in chiesa a Bari: Caritas, “riconoscere il volto dei più fragili è il compito di una comunità solidale”

“I genitori di Luigi hanno fatto una scelta dolorosa: dare la possibilità di una vita migliore al proprio figlio. Quante famiglie vivono l’abbandono da parte delle istituzioni? Quante famiglie si sentono inascoltate dalle nostre comunità? Quante famiglie credono di non avere un’altra possibilità, per sé e per i propri figli?”. Con queste parole la Caritas diocesana di Bari-Bitonto commenta l’abbandono, qualche giorno fa, presso la parrocchia di San Giovanni Battista del capoluogo pugliese di un bimbo di pochi mesi, Luigi, da parte di genitori che, evidentemente, hanno dovuto fare una scelta dolorosa per il bene del proprio figlio. Una vicenda che ha smosso i sentimenti di tanti cittadini: “Diverse sono le richieste di affido e adozione di Luigi pervenute alla Caritas diocesana – fanno sapere -. La rilevanza mediatica della sua storia ha aperto il cuore di molti e attivato processi di solidarietà nei confronti suoi e dei suoi genitori”. Questa vicenda fa capire “quanto sia attuale la necessità di prendersi cura della vita. La fragilità di Luigi è la fragilità di una società spesso arroccata sui propri egoismi, incapace di porgere lo sguardo sulle diverse situazioni di difficoltà”. Perché come oggi Luigi ha bisogno dell’affetto di tutti, così “i suoi genitori avevano bisogno del nostro ascolto e sostegno – prosegue la nota -. Prendersi cura dell’altro è un atto di responsabilità individuale ma anche collettivo. Riconoscere il volto dei più fragili è il compito di una comunità solidale. La Caritas diocesana di Bari-Bitonto insieme agli organismi diocesani non farà mancare la sua presenza e il suo sostegno perché la vita di tutti sia sempre accolta al meglio e affinché i genitori di Luigi e di ogni creatura non si sentano soli”.

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