Disabilità: Co&So, il progetto “Le chiavi di casa” vince il bando nazionale. Autonomia per 30 persone e sostegno a 300 famiglie

Trenta  giovani con disabilità che stanno costruendo il loro futuro indipendente e 300 famiglie coinvolte in un percorso di formazione per collaborare attivamente nell’acquisizione di autonomia dei propri cari. È il progetto pilota del consorzio di cooperative Co&So che ha vinto il bando nazionale “Trust in Life per il durante e il dopo di noi” di Ubi Comunità, la divisione della Banca rivolta alle realtà del Terzo settore e dell’economia civile, insieme a Anfas onlus-Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale e Cgm-Consorzio nazionale della cooperazione di solidarietà sociale, con il contributo tecnico di Fia-Fondazione italiana Accenture e il contributo scientifico del Centro di ricerca sulle imprese di famiglia dell’Università Cattolica.
Obiettivo del concorso, si legge in un comunicato, “valorizzare progetti che mettano a disposizione delle persone con gravi disabilità e delle loro famiglie strumenti, supporti, servizi finanziari e modelli di intervento innovativi nel quadro normativo della legge 112/2016 sul ‘Dopo di Noi”’. Il progetto Co&So è risultato tra le 7 migliori esperienze su scala nazionale ricevendo così 37mila euro e un finanziamento da 25mila euro al tasso dello 0,1% per implementare il progetto.
“Le chiavi di casa”, così si chiama il progetto, ha coinvolto 3 cooperative, Il Girasole, Giocolare e Gruppo Incontro, su 3 province – Firenze, Pistoia e Grosseto -, 30 operatori, tre Fondazioni e 18 associazioni di familiari. La prima sperimentazione è partita a Montecatini. I ragazzi –  età media sui 40 anni, tutti fragili e con disabilità intellettive – sono coinvolti attivamente nella gestione della routine quotidiana che scandisce le giornate, dalla pulizia alla preparazione dei pasti, e nella scelta delle attività, come uscite o gite, per promuovere la loro capacità di autodeterminazione e la scoperta di interessi e predisposizioni personali. Progetti che nel corso della quarantena non si sono mai fermati, ma si sono rimodulati e adattati alla nuova quotidianità stravolta dalla pandemia.

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