Consiglio europeo: Sassoli, “da troppi decenni chi nasce povero, resta povero”. Necessari interventi per rispondere alla crisi

“Siamo cresciuti insieme attorno a valori comuni. Non riduciamo l’Unione europea ad un distributore automatico di soldi. Il Parlamento dà una grande importanza alla buona gestione delle risorse comuni e al tempo stesso al rispetto dei principi dello stato di diritto. Non è una opzione: solidarietà e benefici del mercato comune vanno di pari passo con il rispetto dei nostri valori”. Così David Sassoli si è espresso dinanzi ai componenti del Consiglio europeo, che ora prosegue i lavori attorno alla definizione del Qfp e del Recovery Plan. Molti i problemi da affrontare, considerando che si parte da posizioni politiche diverse tra un Paese e l’altro. Il presidente ha poi sottolineato la necessità per l’Europa di affrontare le crescenti disuguaglianze: “Negli anni passati ci hanno detto che quello che andava bene ai ricchi sarebbe andato bene anche ai poveri. Lo sappiamo tutti che non è andata così. Da troppi decenni chi nasce povero, resta povero. Da troppi decenni la mobilità sociale, così importante per la mia generazione, non funziona più. È per questo che il Parlamento chiede un progetto più ambizioso. Noi rappresentiamo tutti i cittadini europei e la grande maggioranza è composta da quelli che non ce la fanno. Se noi non saremo all’altezza e non risponderemo con coraggio e senso della giustizia a questa moltitudine, che ha il diritto a un futuro sereno, per sé e per i propri figli, non avremo soltanto un grande problema di costruzione europea, ma di vera e propria tenuta delle istituzioni democratiche”.

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