Intelligenza artificiale: firmata “Rome Call for AI Ethics” per “trasparenza, inclusione, responsabilità”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Trasparenza, inclusione, responsabilità, imparzialità, tracciabilità, sicurezza e privacy”. Sono questi i principi che dovrebbero governare l’intelligenza artificiale, caratteristica principale della quarta rivoluzione industriale che stiamo vivendo. È quanto si legge nella “Rome Call for AI Ethics”, firmata da Pontificia Accademia per la Vita, Microsoft, Ibm e Fao, a conclusione dell’incontro in Vaticano su “The ‘Good’ Algorithm? Artificial Intelligence: Ethics, Law, Health”. “Le nuove tecnologie devono essere ricercate e prodotte rispettando criteri che si pongano a servizio dell’intera famiglia umana”, si legge nell’introduzione generale, in cui si lancia un appello affinché tutti gli attori coinvolti lavorino insieme per trovare “soluzioni comuni e condivise”. “I sistemi di intelligenza artificiale devono essere concepiti, progettati e migliorati per servire e proteggere gli esseri umani e l’ambiente in cui viviamo”, si legge nella parte del documento dedicata all’etica: “Affinch i progressi tecnologici siano in linea con l’autentico progresso della razza umana e il rispetto per il pianeta”, occorre “includere ogni essere umano, senza alcuna discriminazione”. “Migliorare l’educazione dei giovani”, l’altro imperativo, offrendo “uguaglianza di opportunità e trattamento” . Portare la questione dell’intelligenza artificiale “al centro del dibattito pubblico”, l’auspicio contenuto nella parte finale della “Call”.

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