Diocesi: Civita Castellana, le catacombe della Tuscia Viterbese al centro di un convegno e di un libro

Le catacombe di San Giovenale a Sutri (Vt), quelle di Santa Savinilla a Nepi (Vt), il complesso dei Santi Gratiliano e Felicissima nella città oggi perduta di Falerii Novi. E, ancora, la figura di sant’Eutizio e la rete idraulica ipogea di Orte (Vt). Sono alcune delle testimonianze archeologiche presenti nell’Alto Lazio, che saranno al centro di un convegno in programma oggi alle 17.30 nella sala conferenze della curia vescovile di Civita Castellana (Vt), dal titolo “Le catacombe della Tuscia Viterbese”. Dopo l’introduzione del vescovo diocesano, mons. Romano Rossi, interverrà Claudio Canonici, direttore dell’Istituto superiore di scienze religiose “Alberto Trocchi” di Civita Castellana, insieme a Francesca Ceci, Vincenzo Fiocchi Nicolai e Giancarlo Pastura, che hanno curato un volume sullo stesso tema. “A trenta anni da una pubblicazione di Vincenzo Fiocchi Nicolai, eminente studioso di archeologia cristiana, si è avvertita l’esigenza di aggiornare i dati che integrano, pur non modificandola, la fisionomia complessiva del periodo paleocristiano e altomedievale”: spiegano così, dalla diocesi di Civita Castellana, gli obiettivi dell’incontro e del lungo percorso di ricerca che vi è dietro. Il convegno di oggi completa un ciclo di studi partito con un convegno che si è svolto a Soriano (Vt) nel settembre 2017, a cui hanno preso parte diciassette studiosi e i cui contributi vengono raccolti nel nuovo testo, che vuole offrire una luce nuova sulle vicende di un territorio ricco di storia, nello specifico dei periodi della tarda antichità e dell’Alto Medioevo.

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