Coronavirus Covid-19: Anesv, richiesto lo stato di crisi per luna park e parchi giochi

Lo stato di crisi per la stagione 2020, in pieno svolgimento, è stato espresso dall’Anesv (socio fondatore dell’Agis e aderente a Federturismo Confindustria) al presidente del Consiglio Conte e al ministro del Turismo Franceschini, in rappresentanza dello spettacolo viaggiante. “La chiusura dei luna park e singole attrazioni, ad oggi disposta in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, comporta – afferma il presidente Anesv Massimo Piccaluga – il differimento di manifestazioni importanti legate anche al periodo pasquale. Di fatto le imprese del settore, in genere familiari, non avranno opportunità di lavoro per un periodo il cui termine non è possibile prevedere”. Già “inattivi o soppressi” i luna park a Milano, Torino, Casale Monferrato, Arona, Chivasso, Mantova e Parma. Tali eventi riguardano circa 500 esercenti dello spettacolo viaggiante con le loro famiglie, “per un danno quantificabile in un milione di euro in due giorni di sospensione”. “Anche i parchi giochi cittadini e le giostre per bambini installate nei giardini pubblici, composti da attrazioni dello spettacolo viaggiante, sono già stati chiusi, mentre arrivano le disdette di clienti che hanno prenotato spazi per feste per bambini” aggiunge l’Anesv. Al danno economico si aggiunge il problema della collocazione delle abitazioni mobili degli esercenti itineranti. “Se il luna park non viene svolto, i Comuni sono indisponibili a concedere occupazioni di suolo pubblico per il solo posteggio di abitazioni e carriaggi, se non in costanza di una licenza di esercizio. Le famiglie degli esercenti – fanno sapere dall’Anesv – sono anche nella difficoltà di far frequentare la scuola ai loro figli, visto l’imprevisto cambio del loro calendario annuale di attività, che coincide con le iscrizioni agli istituti scolastici del luogo di attività”. A Conte l’Anesv ha richiesto “attenzione ai problemi derivanti da chiusure obbligate e cali di incassi, come la sospensione dei pagamenti di carattere fiscale, oltre a una moratoria sui ratei dei finanziamenti bancari e la cassa integrazione straordinaria per i dipendenti. Senza queste forme di sostegno il settore è chiamato a vivere una crisi che il sistema non è nelle condizioni di sostenere”. Da qui l’auspicio di “un intervento governativo che limiti i danni e permetta una ripresa delle attività quando possibile”.

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