Apertura archivi vaticani: Lauder (Wjc), “segno della volontà di Papa Francesco di far conoscere la verità e di fare memoria dell’Olocausto”

“Aprire a storici e ricercatori gli archivi vaticani della seconda guerra mondiale è segno della volontà di Papa Francesco di far conoscere la verità e di fare memoria dell’Olocausto”. È quanto afferma Ronald S. Lauder, presidente del Congresso ebraico mondiale (Wjc), alla vigilia dell’apertura dei fondi relativi al pontificato di Papa Pio XII. “Il Congresso ebraico mondiale – prosegue Lauder – sa che il 17 marzo 1942 il Vaticano ricevette un dettagliato memorandum da parte del rappresentante del Wjc a Ginevra, Gerhart Riegner, nel quale venivano descritte le brutali prove del piano nazista di sterminio degli ebrei. Non abbiamo mai saputo cosa accadde al memorandum di Riegner, dopo che l’allora rappresentante della Santa Sede in Svizzera, mons. Filippo Bernardini, lo chiese. Ma sappiamo cosa accadde ai sei milioni di ebrei uccisi nell’Olocausto. Con l’apertura dell’archivio, possiamo finalmente conoscere la verità su ciò che il Vaticano sapeva”. Lauder sottolinea i tanti sforzi compiuti, all’indomani della seconda guerra mondiale, dalla comunità ebraica e dalla Chiesa cattolica, che hanno portato il Vaticano a “diventare un amico e un alleato del popolo ebraico”. “L’apertura dell’archivio – sottolinea il presidente del Wjc – rappresenta un momento cruciale nella storia delle relazioni cattolico-ebraiche e del dialogo interreligioso”. Diverse sono state le occasioni in cui Papa Francesco, fin dall’inizio del suo pontificato, nel marzo 2013, ha incontrato Lauder per discutere della collaborazione cattolico-ebraica e di varie questioni, tra le quali anche l’aumento dell’antisemitismo nel mondo.

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