Coronavirus Covid-19: Micucci (Amref), “preoccupati da un virus che ci ricorda, di nuovo, che la salute è tema globale”

Di casi accertati in Africa del nuovo coronavirus, al momento, risultano tre, ma cresce la preoccupazione. Confermato, il 14 febbraio del 2020, un caso di Covid-19, in Egitto, poi si sono aggiunti i casi dei due italiani in Algeria e Nigeria. “Ci auguriamo che il numero di casi rimanga tale, ma temiamo che, a causa di diversi indizi, tale fotografia non rispetti il reale – afferma Guglielmo Micucci, direttore di Amref Health Africa-Italia -. Gli indizi sono: sistemi sanitari fragili, scarsità di kit di diagnosi e piani di azione non ancora adeguati, sebbene sottoposti di recente alla dura prova dell’Ebola”.
“Siamo molto preoccupati – aggiungeMicucci -: ancora una volta, come per ebola, ci si rende conto quanto i Paesi del mondo, che spesso nel sentir comune riteniamo lontani, siano così vicini, uniti e strettamente connessi. Occuparci della salute nei Paesi più fragili, nelle aree più remote, ancora una volta, si dimostra una risposta non locale, banale, ma essenziale. La salute è un bene globale, interconnessa. La salute della Cina oggi ci riguarda ancora di più. La salute dell’Africa lo stesso. Ma non può essere solo in questi casi di emergenza mondiale. Bisogna prepararsi, formarsi in salute. Si tratta di un lavoro più lungo, meno in vista, ma che nel tempo ripaga, perché costituisce la spina dorsale di un Paese”.
In Kenya, il Ministero della Salute (Moh), in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e Cdc Africa (Centres for Disease Control and Prevention), si sta mobilitando per congiungere le risorse e trovare una risposta nazionale per curare e gestire ogni possibile crisi. Per questo motivo, il Ministero ha richiesto il supporto di Amref Health Africa per sensibilizzare e informare correttamente operatori sanitari e volontari sanitari delle comunità locali (community health volunteers o Chv). Il programma “Leap”, ovvero la piattaforma mobile Health di Amref Health Africa, verrà utilizzato per diffondere messaggi contenenti le informazioni necessarie riguardanti il nuovo coronavirus, per ridurre la disinformazione all’interno delle comunità locali, migliorare la sorveglianza, la diagnosi anticipata e le cure, e monitorare la diffusione della malattia, se necessario. Agli operatori sanitari e ai Chv sarebbero quindi forniti indicazioni e dati sufficienti per poi poter identificare, isolare e riferire casi sospetti, nonché per mantenere standard di sicurezza adeguati nei porti di ingresso o nelle aree ad alto rischio, per prevenire possibili trasmissioni.

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