Brasile: tragedia di Brumadinho. Dom Ferreira (Belo Horizonte) ha incontrato oggi il Papa. “Situazione ancora difficile. Nostro dovere pregare con le vittime ed essere la loro voce”

“A Brumadinho il lavoro continua, ma la situazione è difficile. La Chiesa continua, come suo dovere, a dare voce alle vittime”. Lo dice al Sir da Roma il vescovo ausiliare di Belo Horizonte dom Vicente Ferreira, che questa mattina ha incontrato Papa Francesco e gli ha parlato della situazione che vive la popolazione della località brasiliana dello Stato del Minas Gerais, colpita nel gennaio 2019 dalla rottura della diga della società Vale, nella miniera di “Corrego de Feião”, che ha causato 272 vittime.
Prosegue dom Ferreira, che ha così iniziato un tour europeo di sensibilizzazione che lo porterà anche all’Onu e al Parlamento europeo: “Abbiamo da poco ricordato con un pellegrinaggio il primo anniversario della tragedia. C’è stata una notevole partecipazione. Ma resta una grande sofferenza, così come si continua ad avvertire la forza delle multinazionali nel nostro territorio. Il nostro compito, come Chiesa, è di pregare con il nostro popolo e di denunciare le ingiustizie, essere voce delle vittime. Purtroppo, in Brasile non c’è uno Stato forte e imparziale, ci sono commistioni con l’impresa privata ed è difficile ottenere giustizia”.
In quest’ottica di prossimità e vicinanza, il vescovo ausiliare si è dedicato in quest’anno anima e corpo alla causa di Brumadinho: “È vero, ho vissuto più lì che a Belo Horizonte. Questa strategia è stata giusta, anche se non sempre è stato facile. La Chiesa deve anche imparare ad abitare queste situazioni, il che significa saper stare anche dentro i conflitti, che magari a volte possono anche riguardare la persona di un vescovo”.

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