Irlanda: messaggio di fine anno di mons. Eamon Martin, tributo a medici, infermieri, insegnanti, operai e alle loro “incredibili opere di misericordia”

Nel suo messaggio di fine anno, mons. Eamon Martin, arcivescovo di Armagh e presidente della Conferenza episcopale irlandese ha voluto rendere omaggio a quanti nel 2020 hanno lavorato, nonostante tutto, a mantenere attivi i servizi essenziali a favore della cittadinanza. “Il ricordo più positivo che conserverò dell’anno 2020 – dice l’arcivescovo – è di come il potere dell’amore e la cultura della cura siano stati in grado di superare isolamento, solitudine, sofferenza, disperazione, negatività. Farò tesoro di questa visione di bontà, gentilezza, generosità e coraggio di cui hanno dato testimonianza volontari, medici, infermieri, cappellani; insegnanti, operai, ecclesiastici e tanti altri che si sono dedicati a mantenere attivi i nostri servizi essenziali. Le loro incredibili opere di misericordia sono state espressioni concrete della compassione, dell’amore e della speranza di Cristo che risuona nelle nostre comunità e nel mondo”. “Nell’ultimo anno – ha quindi proseguito mons. Martin – ci siamo resi conto più che mai di quanto, come famiglia umana che condivide questo pianeta, siamo interconnessi e interdipendenti. La costruzione di una “cultura della cura” ci incoraggi a continuare a fare sacrifici, a indossare coperture per il viso, annullare piani e celebrazioni se necessario per proteggere la vita, a mantenere una distanza di sicurezza per promuovere il Bene comune”. Il messaggio si conclude ricordando quanto disse Papa Francesco da solo in piazza San Pietro: “Ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati, ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”, perché “nessuno si salva da solo”.

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