Fede e cultura: Firenze, dopo il lockdown riapre al pubblico Santa Reparata nel duomo con visite guidate speciali

In occasione della festa di Santa Reparata, che si celebra domani, 8 ottobre, l’Opera di Santa Maria del Fiore riapre al pubblico, dopo il lockdown, l’area archeologica dell’antica chiesa di Firenze con visite guidate speciali, su prenotazione, fino alla fine dell’anno. “I visitatori – spiega una nota – saranno accompagnati dagli architetti dell’Opera di Santa Maria del Fiore che illustreranno il percorso espositivo, completamente rinnovato nel 2017, e incontreranno i restauratori che hanno eseguito il restauro del pavimento musivo di epoca paleocristiana in cui spiccano una magnifica figura di pavone, simbolo cristiano della resurrezione, e un’epigrafe con i nomi dei 14 donatori dei mosaici, divisi in base al numero di piedi romani finanziati”.
Si tratta del pavimento della prima chiesa di Santa Reparata, che vide la luce ai primi decenni del V secolo d.C. (52 metri di lunghezza per 25 di larghezza presunti), divisa al suo interno in tre navate separate da due file di quattordici colonne. Al centro della navata principale, si trovava l’emblema del pavone. Sulla stessa asse, più in direzione dell’originale facciata (che guardava il Battistero ed era avanzata di 7-8 metri rispetto a quella della Cattedrale) la lunga epigrafe con i nomi dei donatori. Il pavimento fu realizzato da maestranze africane con cui la Firenze del tempo aveva stretti rapporti culturali ed economici.
L’area archeologica della chiesa di Santa Reparata nel duomo di Firenze, aperta al pubblico nel 1974, è un’importante testimonianza dell’antica Florentia, dove i visitatori possono vedere non solo la storia della cattedrale ma la vita della città di Firenze dal I secolo d.C. al XIV.

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