World Whistleblower day: Libera Calabria, “la trasparenza è concentrata negli atenei pubblici, mentre il resto dell’ecosistema istituzionale è molto più debole”

Luci e ombre, forti polarizzazioni territoriali e barriere ancora troppo elevate per i potenziali segnalanti: è quanto emerge da “Whistle Monitor”, il primo report di monitoraggio civico nazionale sul livello di adeguatezza informativa e tecnica dei canali di segnalazione interni della Pubblica Amministrazione che sarà presentato domani 23 giugno da Libera a Roma, presso ExtraLibera, in occasione del World Whistleblower day. Il report offre un’analisi territoriale. Le maggiori fragilità si concentrano nel Mezzogiorno: si collocano nelle fasce più critiche il 58,8% degli enti in Sicilia, il 53,8% in Abruzzo e il 45% in Calabria.
In Calabria, in particolare, segnala la Segreteria regionale Libera in Calabria, sono stati monitorati 20 enti con un punteggio medio di 27,12, tra le più basse a livello regionale, con nove enti sotto la sufficienza pari al 45% del totale, solo tre enti, pari al 15 % risultano virtuosi e posizionati nella fascia alta. Sono sei gli enti da rivedere perché il totale delle informazioni sono parzialmente adeguate. La Calabria sembra avere un modello in cui la compliance/trasparenza è concentrata negli atenei pubblici, mentre il resto dell’ecosistema istituzionale è molto più debole. Si registra una forte polarizzazione: alcune università trainano la regione, mentre gli Enti locali e sanità mostrano risultati generalmente bassi con alcuni enti a punteggio zero (ASP Vibo Valentia, Comune di Cosenza, Università Dante Alighieri).

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