Cannes 79: palmarès con molti “ex aequo”. Premi a Pawlikowski e Zvjagincev

Oltre alla Palma d’oro al regista e sceneggiatore romeno Cristian Mungiu per “Fjord” – la prima vittoria era arrivata nel 2007 con “4 mesi, 3 settimane, 2 giorni” -, a fare “rumore” dal 79° Festival di Cannes è soprattutto la pioggia di “ex aequo”. Tre i riconoscimenti condivisi: la regia sia al polacco Paweł Pawlikowski per “Fatherland” sia agli spagnoli Javier Ambrossi e Javier Calvo per “La bola negra”; migliori attrici Virginie Efira e Tao Okamoto, entrambe in “All of a Sudden” di Ryusuke Hamaguchi; migliori interpreti maschili Emmanuel Macchia e Valentin Campagne per “Coward” di Lukas Dhont. La Giuria internazionale di Cannes 79, presieduta dall’autore sudcoreano Park Chan-wook, si è dimostrata incerta nell’esprimere un verdetto puntuale. È da leggere come la conseguenza di troppi titoli di qualità oppure di divisioni interne alla Giuria? A comporla, la premio Oscar Chloé Zhao (Cina-Usa), Stellan Skarsgård (Svezia), Demi Moore (Usa), Ruth Negga (Irlanda), Paul Laverty (Regno Unito), Laura Wandel (Belgio), Diego Céspedes (Cile) e Isaach de Bankolé (Costa d’Avorio). Assegnati, inoltre, il riconoscimento per la sceneggiatura a “Notre Salut” di Emmanuel Marre e il Premio della Giuria a Valeska Grisebach per “The Dreamed Adventure”. Grand Prix speciale della Giuria a “Minotaure” del russo Andrej Zvjagincev. Nel corso di Cannes 79 sono state attribuite tre Palme d’oro onorarie: al regista-produttore Peter Jackson, alla regista-interprete Barbra Streisand e all’attore John Travolta.

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