“Fjord”, del regista romeno Cristian Mungiu, vince la Palma d’oro al 79° Festival di Cannes. A incoronarlo, la Giuria presieduta dal sudcoreano Park Chan-wook. Il film, interpretato da Sebastian Stan e Renate Reinsve, affronta il dibattito e le fratture familiari e sociali tra laicità dello Stato, in Norvegia, e fede-identità religiosa cristiano-evangelica. “Fjord” ha ottenuto anche il riconoscimento della Giuria ecumenica, assegnato da delegati delle organizzazioni cattolica Signis e protestante Interfilm. Si legge nella motivazione: “Un film che si distingue per l’eccellenza artistica della sua forma cinematografica sotto ogni aspetto. Riteniamo che offra un potente monito contro i rischi posti dalla deriva ideologica sia della fede sia della necessaria condanna di ogni forma di violenza contro i più vulnerabili. Entrambi sono approcci pieni di speranza che possono essere corrotti quando, ridotti a un mero insieme di regole, ci impediscono di vedere l’umanità degli altri, e forse anche la nostra”. “Nell’esplorare il conflitto – indica ancora la Giuria ecumenica – tra convinzioni diverse, il film non solo affronta i confini tra sfera pubblica e privata, ma lo fa con grande abilità narrativa, intrecciando le storie individuali di personaggi complessi e profondi”. “Un’opera che solleva molti interrogativi e si rivolge all’esperienza dello spettatore per le risposte”. Membri della Giuria ecumenica: Annette Gjerde-Hansen (Norvegia, presidente), Adrian Baccaro (Argentina), Catherine Escrive (Francia), Jakob Hoffmann (Germania), Vincent Miéville (Francia) e Ruben de la Prida Caballero (Spagna).