La Germania ha ora una “Ratio Nationalis Institutionis Sacerdotalis”, cioè un nuovo quadro di riferimento nazionale per la formazione sacerdotale. Validato dal Dicastero vaticano per il clero l’11 marzo scorso, il documento ne sostituisce uno datato 2003, e si basa sulla Ratio Fundamentalis che vale per la Chiesa universale. Il nuovo documento è stato pubblicato oggi. Alla definizione di questo testo hanno collaborato o contribuito in molti, ha spiegato il presidente della commissione episcopale incaricata, mons. Michael Gerber, così come il processo di redazione è stato condotto in dialogo con le autorità vaticane: “Sono molto grato di poter ora presentare un documento che affronta le sfide del nostro tempo con le conoscenze delle scienze umane, ma anche con una profonda riflessione spirituale e teologica”. Il documento stabilisce norme vincolanti per la formazione sacerdotale nelle diocesi tedesche, un processo continuo, olistico, comunitario e missionario, perché la vocazione è “un percorso dialogico che dura tutta la vita e si sviluppa nella relazione con Gesù Cristo e con le persone, nonché nella crescita all’interno della comunione ecclesiale”. Il documento tedesco, segnala la nota dei vescovi, si pone in continuità anche con gli impulsi del cammino sinodale della Chiesa universale. Tra gli elementi che entrano come necessari nella formazione sacerdotale: l’alternanza tra vita in seminario e vita in parrocchia, momenti formativi con altre figure pastorali, donne qualificate coinvolte in tutti i livelli della formazione, maggiore spazio al contributo della psicologia. E ancora, lo stile sinodale viene posto alla base della formazione sacerdotale, e viceversa, “la formazione dei candidati al sacerdozio è fondamentale per costruire una cultura sinodale nella Chiesa”, sempre il vescovo Gerber. A fronte delle numerose sfide del tempo attuale, “è importante accettare realisticamente e con fiducia che questo è proprio il tempo in cui Dio ci chiama a testimoniare”, ha ancora aggiunto il vescovo.