“Ogni atto di guerra, che mira indiscriminatamente alla distruzione di intere città o di vaste regioni e dei loro abitanti, è delitto contro Dio e contro la stessa umanità e va condannato con fermezza e senza esitazione”. È quanto si legge nella Gaudium et spes, a proposito delle “distruzioni immani e indiscriminate, che superano pertanto di gran lunga i limiti di una legittima difesa”. Lo ha ricordato il card. Víctor Manuel Fernández, introducendo la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. “Sembra che abbiamo già dimenticato quel che afferma il Concilio Vaticano II”, il monito del porporato, secondo il quale “la distruzione di intere città non può essere considerata un’azione difensiva proporzionata”. “È evidente, ad esempio, l’enorme sproporzionalità degli interventi militari a Gaza e nel sud del Libano”, l’esempio citato: “Essendo territori piccoli con pochi abitanti, la percentuale di morti civili rispetto alla popolazione totale, l’enorme numero di bambini uccisi (in una proporzione molto più alta rispetto ad altri Paesi in guerra) e il numero di case bombardate ci permettono di parlare di distruzione totale. Eppure, sia in Russia sia nella cooperazione degli Stati Uniti nelle guerre in Medio Oriente, la giustificazione è sempre una qualche forma di autodifesa”.