Quando arriva l’estate, per i caregiver che in Italia si prendono cura in modo continuativo di un familiare fragile, anziano o con disabilità, i problemi non spariscono, anzi si amplificano. Per Agnese, mamma di Emanuele, diciannovenne con disturbo dello spettro autistico, i mesi estivi non coincidono con una pausa. Al contrario, la chiusura delle scuole, la sospensione di numerose attività e la riduzione di alcuni servizi rendono ancora più complessa la gestione quotidiana. “I ragazzi con disabilità restano fuori, la solitudine è completa. Pomeriggi interi a casa, senza attività, senza amici. E per gli adolescenti per di più non è sano stare sempre in famiglia. Vogliono divertirsi”, dice Agnese. Per rispondere a queste esigenze è stata pensata l’Oasi Santa Rita, il progetto del Monastero Santa Rita da Cascia promosso e sostenuto dalla Fondazione Santa Rita da Cascia. “L’Oasi Santa Rita nasce da un sogno che noi monache custodiamo da quasi dieci anni. Prima che il terremoto 2016 lo rendesse inagibile, infatti, l’edificio, di proprietà del Monastero da anni, era già aperto all’accoglienza, principalmente dei minori dell’Alveare, nostro storico progetto di Cascia – commenta madre Maria Grazia Cossu, presidente della Fondazione Santa Rita da Cascia e badessa del Monastero Santa Rita da Cascia -. Ora, insieme alla Fondazione, desideriamo restituire allo stabile di Porto Recanati la sua vocazione, facendola crescere per trasformarlo in un progetto strutturato e attento ai bisogni. Vogliamo che qui le persone possano trovare non solo porte aperte, ma tempo per sé, relazioni, bellezza, sollievo, quella pace del cuore che nasce quando ci si sente accolti e amati, ed è un diritto di tutti”.
A Porto Recanati, nelle Marche, un immobile fronte mare di proprietà delle monache agostiniane sarà, dunque, trasformato in una struttura ricettiva non profit progettata secondo i principi del design universale. Un luogo pensato per accogliere persone con disabilità, familiari e caregiver, in generale persone fragili, in un contesto accessibile, inclusivo e aperto alla relazione. E, perché il diritto al riposo, alla vacanza e alla socialità non dipenda dalle possibilità economiche, l’Oasi Santa Rita adotterà un modello di ospitalità solidale: chi non potrà sostenere i costi sarà accolto gratuitamente e, in generale, ci saranno tariffe agevolate, per un’accessibilità anche economica.
“L’Oasi Santa Rita nasce per restituire spazio alla vita – dichiara Monica Guarriello, direttrice generale della Fondazione Santa Rita da Cascia -. Non solo spazio fisico, ma umano: per le relazioni, le esperienze, la scoperta, il tempo libero. Spazio per essere figli, genitori, amici, persone”. Per questo, “insieme alle monache e ai professionisti impegnati nella progettazione, abbiamo immaginato un luogo in cui questi bisogni possano finalmente ritrovare spazio”. Info: fondazionesantarita.org.