Terremoto in Venezuela: vescovi, “giornata nazionale di preghiera e rete di solidarietà”

(Foto AFP/SIR)

“Non siete soli: un popolo e una Chiesa camminano con voi”. È il cuore del messaggio della Presidenza della Conferenza episcopale venezuelana dopo i terremoti del 24 giugno, che hanno colpito soprattutto la regione centro-settentrionale del Paese, causando vittime, feriti e ingenti danni materiali. I vescovi, esprimendo “profondo dolore ma con lo sguardo fermamente rivolto alla speranza cristiana”, parlano di una tragedia che “ha lasciato una scia di perdite umane e danni che rattristano e commuovono l’intera nazione”. Nel testo, rivolto “a tutto il Popolo di Dio e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”, i presuli elevano “ferventi preghiere al Padre delle misericordie per il riposo eterno dei defunti”, chiedendo “conforto per i familiari e pronta guarigione per i feriti”. Particolare attenzione è rivolta alle aree più colpite, tra cui Caracas, La Guaira, Puerto Cabello, Morón e Tucacas, dove “dolore e incertezza si fanno sentire con maggiore intensità”. La Conferenza episcopale ha indetto una “Giornata nazionale di preghiera” per domenica 28 giugno, invitando diocesi, parrocchie e comunità a unirsi: “La preghiera condivisa sia balsamo che allevia le angosce e accende la speranza”. Accanto all’iniziativa spirituale, viene rilanciato anche l’impegno concreto: “La fede cristiana si rende viva attraverso le opere”. In comunione con Caritas Venezuela, è stata attivata una rete nazionale di solidarietà, con centri di raccolta nelle strutture ecclesiali per sostenere gli sfollati mediante beni di prima necessità e contributi economici. Nel messaggio, i vescovi esprimono gratitudine “alle Chiese sorelle, a Papa Leone XIV e alla comunità internazionale per la vicinanza” e riconoscono l’impegno “eroico” dei soccorritori e dei volontari. Il testo si conclude affidando la nazione alla protezione di Nostra Signora di Coromoto, perché “ci ottenga la forza necessaria per superare questa prova e ci mantenga uniti nell’amore fraterno”.

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