Terremoto in Venezuela: Ugas (Caritas la Guaira) al Sir, “a Catia La Mar la città non esiste più. Ci sono tante persone intrappolate tra le macerie che chiedono aiuto e fanno rumore”

A Catia La Mar, la città costiera più segnata, assieme a la Guaira, dal terremoto che ha colpito il Venezuela, “la maggior parte delle case e dei negozi sono crollati”. Lo racconta, al Sir, Anarelys Ugas, attiva nella Caritas e nella Pastorale sociale della diocesi. “Ho voluto vedere con i miei occhi, ho percorso la avenida del Ejército verso Catia La Mar, il quartiere Hugo Rafael Chávez Frías, l’avenida La Atlántida. Praticamente, la città non esiste più. Nel quartiere Hugo Chávez, quasi tutti gli edifici sono crollati. Ci sono ancora persone intrappolate tra le macerie e bisogna davvero rendere omaggio con un applauso in piedi a tutto il lavoro che stanno svolgendo le forze dell’ordine dello Stato, e a tutti i volontari che si sono fatti avanti e si sono uniti a questo sforzo.
Al tempo stesso, “vediamo con grande tristezza che la gente, in preda alla disperazione, sta cercando cibo tra le macerie e, ovviamente, saccheggiando i negozi rimasti in piedi. Dobbiamo davvero continuare a pregare, perché non è affatto facile assistere a questo scenario, vedere così tante persone conosciute che hanno perso assolutamente tutto e, soprattutto, sapere che ci sono ancora persone sotto le macerie”.
Una situazione straziante: “Persone che, sepolte sotto le macerie, chiedono aiuto, fanno rumore per far capire che lì ci sono ancora persone vive e, in questa zona, non si vedono ancora macchinari pesanti”. Difficile andare nelle località vicine: “Qui a Catia La Mar tutte le pompe di benzina sono fuori uso, l’effetto frullatore che ha avuto il terreno, ehm, ha reso inutilizzabili i serbatoi di benzina”.

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