Papa a Lampedusa: Fragapane (Ac), “statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola”

“Vedere la statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare del campo sportivo accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola, perché tutti noi lampedusani ci riconosciamo nella nostra Madre Protettrice”. Così Giuseppe Fragapane, presidente dell’Azione Cattolica di Lampedusa, sul numero in edicola di Maria con te, il settimanale mariano del Gruppo Editoriale San Paolo, racconta l’attesa della comunità isolana in vista della visita di Leone XIV il prossimo 4 luglio. L’arrivo di Papa Prevost avverrà a 13 anni di distanza da quello di Francesco, che scelse proprio Lampedusa per il suo primo viaggio apostolico. La visita di Leone XIV ha gli stessi moniti del Pontefice in Spagna verso chi sfrutta la disperazione delle persone costrette a lasciare i loro Paesi, con veri e propri “traffici umani”, e chi dice di essere credente, ma volta le spalle a persone sofferenti o bisognose di altri Paesi. Mentre si definiscono gli ultimi ritocchi del programma lampedusano del Papa, è già certo il trasferimento sull’altare, alla vigilia della Messa nel campo sportivo, dal santuario in cui è custodito, da tempo crocevia di diverse nazionalità, del simulacro della Madonna di Porto Salvo, protettrice dell’isola in cui approda il maggior numero di migranti in Europa. “Per noi la visita del Papa è una carezza di Dio per la nostra comunità, che si è sempre prodigata per l’accoglienza e la fraternità, fin dagli anni ’70-’80, quando ancora non vi erano le organizzazioni umanitarie”, dice un’altra attivista dell’Azione Cattolica locale, Angelina Messina. Per l’occasione verrà donata al Papa una raccolta di scritti mariani di don Giuseppe Policardi (1925-1998), il sacerdote lampedusano che fondò il tempio della Madonna di Porto Salvo, incoronandone l’effigie nel 1967. “Don Policardi”, prosegue Messina, “fu il fulcro di quel modello di accoglienza che portò alla creazione di una casa della fraternità per accogliere i primi naufraghi. Attraverso l’amore per Maria, noi che abitiamo su quest’isola abbiamo visto suo Figlio passare per le nostre strade e l’abbiamo accolto”. Al “parrinu nostru”, com’era affettuosamente chiamato il presbitero, è dedicata un’associazione che ne coltiva la memoria e che ha curato la pubblicazione che verrà donata a Leone XIV, dal titolo Maria Portatrice di Salvezza.

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