Concistoro: card. Fernández, “guerre preventive basate su supposizioni”

“Le guerre preventive invocano unilateralmente possibili – non provate – azioni preparatorie di aggressioni esterne e, alla fine dei conti, semplici supposizioni su ciò che un altro Paese potrebbe fare”. È la tesi del card. Víctor Manuel Fernández, che ha introdotto la seconda sessione del Concistoro straordinario convocato da Papa Leone XIV in Vaticano. “Questo finisce per giustificare tutto ciò che abbiamo visto e continuiamo a vedere a Gaza, in Libano, in Ucraina e anche in altri luoghi”, ha osservato il cardinale: “In questi casi le azioni belliche appaiono come applicazione di criteri teologici, non solo ebraici, non solo ortodossi come in Russia, ma della stessa dottrina cattolica sulla guerra giusta e sulla legittima difesa”. “Ciò che l’Enciclica aggiunge ora in riferimento al dettato del Catechismo sulla guerra giusta è il fatto che non solo l’applicazione ma anche la stessa nozione di legittima autodifesa deve essere meglio specificata affinché possa essere compresa nel suo senso più stretto”, ha osservato Fernández a proposito del quinto capitolo della Magnifica humanitas, in cui il Papa stigmatizza la “normalizzazione della guerra” e la “preoccupante riabilitazione della guerra come strumento di politica internazionale”, con una grave “perdita della memoria storica”. “La stessa nozione di guerra giusta deve essere rivista e migliorata”, la proposta del porporato: “Altrimenti, i classici criteri della guerra giusta oggi diventano inutili e inefficaci”.

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