“La salute come diritto umano fondamentale” e l’urgenza di garantire “l’accesso universale alle cure” sono al centro dell’appello lanciato dalla Conferenza sulla salute di Caritas Internationalis, conclusasi ieri al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo dopo tre giorni di lavori con delegati provenienti da oltre 28 Paesi. Tema dell’incontro: “Un approccio olistico alla salute nella Confederazione Caritas”. Nel messaggio inviato ai partecipanti, Papa Leone XIV ha incoraggiato gli operatori sanitari a “continuare a portare la compassione di Dio a chi soffre”, impartendo la sua benedizione apostolica alle comunità assistite. Nel corso dei lavori è stato ribadito che “la competenza professionale è indispensabile ma non sufficiente”, perché chi cura deve essere formato anche “nell’umanità e nella compassione”.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle sfide emergenti, dall’intelligenza artificiale – vista come uno strumento che “può affiancare e non sostituire la relazione umana” – ai conflitti, con testimonianze da Ucraina e Medio Oriente. In Ucraina, è stato ricordato, “oltre 2.600 strutture sanitarie sono state danneggiate o distrutte” e circa “il 70% della popolazione vive difficoltà psicologiche”. Tra le criticità evidenziate, anche il peso del debito: in 85 Paesi in via di sviluppo “le pressioni del debito hanno già prodotto tagli ai servizi sanitari essenziali”, colpendo soprattutto le fasce più vulnerabili. Da qui l’invito a governi e istituzioni a intervenire, perché “il debito è oggi uno degli ostacoli più concreti all’accesso alle cure”. “La salute è una delle espressioni più chiare della nostra missione”, ha affermato il segretario generale di Caritas Internationalis, Alistair Dutton, sottolineando la necessità di rafforzare l’impegno della rete Caritas per rispondere alle sfide globali e promuovere sistemi sanitari più giusti e inclusivi.