Terremoto in Venezuela: Save the Children, crescono rapidamente i bisogni. Segnalati decessi e feriti tra i minori

Le famiglie nel Venezuela devastato dal terremoto hanno trascorso una seconda notte all’aperto, nel timore di ulteriori crolli di edifici e tra gravi preoccupazioni per la sicurezza dei bambini e le loro necessità immediate. Lo afferma Save the Children sottolineando che il Venezuela ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale in seguito ai due terremoti consecutivi di magnitudo 7,5 e 7,2 nella regione centro-settentrionale del Paese, che hanno messo a rischio migliaia di minori e famiglie. Secondo il ministero della Salute del Paese, al 25 giugno si contano almeno 255 vittime e 4.500 feriti, cifre che tuttavia sono destinate ad aumentare.
Gli operatori di Save the Children e i partner locali presenti sul campo – viene spiegato in un comunicato – hanno segnalato che tra le vittime e i feriti ci sarebbero anche minori. Inoltre, durante le operazioni di evacuazione nella capitale Caracas e nella città portuale di La Guaira, alcuni bambini sono stati separati dalle loro famiglie. Fatima Andraca, direttrice di Save the Children in Venezuela, è fuggita a piedi nudi dal suo vecchio edificio di 12 piani utilizzando una scala esterna, poiché le scale interne erano troppo danneggiate per essere percorse. “Ovunque si guardi regnano devastazione e distruzione”, ha raccontando: “Molti bambini e le loro famiglie, anche qui a Caracas, hanno dovuto trascorrere un’altra notte all’aperto, stringendo a sé i pochi beni che sono riusciti a salvare. Sono per strada, troppo spaventati per tornare nelle loro case distrutte e ormai insicure. La loro sicurezza è una seria preoccupazione e la nostra priorità assoluta. Nei giorni e nelle settimane a venire, mentre la popolazione cercherà di riprendersi da questo evento catastrofico, i più piccoli avranno bisogno di protezione, supporto psicosociale, acqua potabile e spazi sicuri”.
Save the Children e i suoi partner sono presenti sul campo nelle aree colpite per assistere i minori e le famiglie coinvolte, fornendo servizi di protezione dell’infanzia, rifugi, assistenza sanitaria, cibo e beni di prima necessità.

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