“Non possiamo tacere di fronte alla morte di Sako Bakari. Deve essere questo il motivo più vero del nostro sconcerto e della nostra condanna di ogni forma di violenza, di esclusione, di cattiveria”. Lo ha detto l’arcivescovo di Taranto, mons. Ciro Miniero, durante l’omelia della Festa dei popoli promossa dall’arcidiocesi con l’Ufficio diocesano Migrantes. Il riferimento è alla morte del bracciante maliano Bakari Sacko, avvenuta sabato 9 maggio all’alba per mano di un gruppo costituito per lo più da minorenni, mentre andava al lavoro in bicicletta. “Apriamoci all’accoglienza, al dialogo con le altre fedi e le altre culture, mostriamoci comunità ospitale, generosa così come Taranto è sempre stata. Questo sogno è possibile realizzarlo solo tutti insieme”, ha aggiunto mons. Miniero. La celebrazione eucaristica, presieduta dall’arcivescovo e animata in più lingue, è stata preceduta nel mattino dagli stand dei rappresentanti delle varie etnie presenti sul territorio. Un appuntamento annuale per la comunità diocesana, questa volta inevitabilmente segnato dalla cronaca: la comunità africana locale ha esposto uno striscione per chiedere giustizia per la morte di Bakari Sacko.