“Canta, ma cammina”: con queste parole, riprese da sant’Agostino e da Papa Leone XIV, mons. Gherardo Gambelli, arcivescovo di Firenze, ha guidato la meditazione durante i Vespri della Solennità dell’Ascensione, ieri, nella Basilica di Santa Croce a Firenze. L’occasione è stata il “Giubilo francescano”, organizzato in occasione degli 800 anni dalla morte di san Francesco d’Assisi, con la partecipazione di 19 cori dell’arcidiocesi di Firenze e dei bambini della parrocchia di San Felice in Piazza. L’arcivescovo ha sottolineato che “il coro rappresenta una Chiesa sinodale che avanza insieme prendendo per mano i fratelli”, condividendo fatiche, speranze e gioie, e che il canto “sostiene il nostro cammino” aiutando a vivere da “pellegrini di speranza”. Riflettendo sul mistero dell’Ascensione, ha ricordato che la partenza di Gesù “non è motivo di tristezza, ma apre al dono dello Spirito: attraverso la preghiera riceviamo questo dono, che è l’unica cosa davvero necessaria”. Al termine dei vespri i 19 cori si sono esibiti in tre brani: “Sia Laudato San Francesco” dal Laudario di Cortona, “Cantico delle Creature” di Domenico Stella e l'”Hallelujah Chorus” di Händel, diretti dal maestro Michele Manganelli. Il rettore della Basilica di Santa Croce, p. Franco Buonamano, ha ringraziato cori e vescovo: “Voci diverse unite in un unico canto, segno concreto di sinodalità”.