Auto su folla a Modena: mons. Castellucci, “si è subito puntato il dito”. “Operare per la pace nella globalizzazione della prepotenza”

(Torino) “Appena è emersa l’identità” dell’uomo che era al volante dell’auto scagliatasi sulla folla a Modena, “sono partite polemiche, si è puntato il dito e si sono sentite espressioni molto sopra le righe”. Lo afferma mons. Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola, presente al Salone del libro di Torino per partecipare alla presentazione del volume “Tibhirine vive” (Libreria Editrice Vaticana). “Subito ho sentito il responsabile della comunità islamica della città decidendo di pubblicare due differenti comunicati che però contenessero, entrambi, la parola pace”. Si sofferma a parlare di pacificazione il vescovo Castellucci: “Occorre restare uniti e operare per la pace mentre attraversiamo un’epoca di globalizzazione della prepotenza”. “Si fa leva sulle minacce – afferma – per esibire la violenza. E siamo tornati a brandire il nome di Dio per giustificare la violenza”. Il prelato fa riferimento alle parole di pace di Papa Leone. Quindi cita alcuni fatti recenti: la guerra di aggressione russa in Ucraina, il 7 ottobre con la “violenza di Hamas” e la “risposta sproporzionata” di Israele. Poi un riferimento a Trump e al clima che si respira negli Usa, “dove sembra che chi vince sia benedetto da Dio”. Castellucci conclude: “La scommessa, la vera novità è che si affermi il mite, l’operatore di pace. Come i monaci di Tibhirine. Mescolando il loro sangue con altre vittime della violenza sono diventati a loro volta algerini. È la logica del dono di sé, del Vangelo”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo