Si è conclusa la seconda edizione del Festival Mediterraneo di Musica Sacra, promosso da AreaSud e diocesi di Catania in collaborazione con il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone. Per una settimana, dal 10 al 17 maggio, Catania ha accolto concerti, spettacoli, workshop, incontri e mostre che hanno trasformato il centro storico etneo in un laboratorio culturale dedicato ai temi della Giustizia e della Pace. A suggellare il successo della manifestazione è stata soprattutto L’Angelica, opera in musica per il Teatro dell’Opera dei Pupi siciliani, che ha visto in scena i pupari della Compagnia Teatrale Thalìa con i musicisti dell’Actuàl Ensemble.
Una nuova produzione di Areasud capace di intrecciare la tradizione dell’Opera dei Pupi con una ricerca musicale contemporanea, andata in scena nella suggestiva cornice della Chiesa di Sant’Agata la Vetere, antica cattedrale di Catania. Attraverso una rilettura dell’epopea carolingia, L’Angelica ha dato vita a un dialogo tra musica originale, teatro di figura e patrimonio immateriale siciliano, offrendo uno dei momenti più significativi dell’intera rassegna, si legge in una nota. Partecipazione anche per il concerto sinfonico-corale “Il nostro Francesco. A 800 anni dalla morte del Santo di Assisi” nella Chiesa di Santa Rita in Sant’Agostino e successivamente nella Basilica Santuario Santa Maria dell’Elemosina di Biancavilla. Protagonisti l’Orchestra amatoriale Vincenzo Scontrino e la Cantoria di Giubiasco, diretti da Roberto Bacchini, con la partecipazione del tenore Marco Rosiello. Il concerto ha proposto un itinerario musicale e spirituale dedicato alla figura di San Francesco, in sintonia con il tema della pace. Inoltre, durante il concerto sono stati utilizzati degli strumenti realizzati, dalla cooperativa Rò la Formichina, con il legno dei barconi dei migranti che giungono nel nostro Paese. Attenzione anche per gli appuntamenti dedicati alla tradizione bizantina, i workshop musicali ospitati presso il Convento dei Padri Domenicani, le mostre fotografiche e gli incontri di approfondimento che hanno coinvolto artisti e studiosi.
Per l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna il secondo Festival Mediterraneo di Musica Sacra è cresciuto rispetto all’anno scorso e “spero cresca sempre di più per ampliare gli orizzonti della nostra musica sacra in tutto il Mediterraneo. La musica sacra unisce e credo che seminari di musica sacra possano unire nel futuro i popoli del Mediterraneo e le culture presenti nella nostra Sicilia e farci scoprire non solo comuni radici, ma anche comuni prospettive. Celebriamo con gioia questa seconda edizione, ma guardiamo anche con tanta speranza e tanto desiderio alla prossima!”.