Droga: Genova, aperto il Symposium Wftc. Squillaci (Fict), “centralità persona filo rosso di tutte le comunità terapeutiche. Cocaina e crack emergenze attuali”

(Foto Fict)

“Un momento strategico a livello mondiale” per condividere modelli e prospettive future nella lotta alle dipendenze: così Maria Teresa Bellucci, viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali, ha definito il Symposium Wftc Genova 2026, promosso da oggi al 20 maggio dalla World Federation of Therapeutic Communities (Wftc), in collaborazione con Fondazione Ceis Genova e Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict). “La vostra presenza qui a Genova è la prova dell’esistenza di una rivoluzione che non si rassegna al buio delle dipendenze e continua a credere nella vita e nella possibilità di rinascita”, ha dichiarato Bellucci.
Il viceministro ha inoltre evidenziato la necessità di affrontare il fenomeno con interventi strutturali e integrati: “Le dipendenze rappresentano oggi una sfida globale che intreccia sostanze stupefacenti, nuove tecnologie e vulnerabilità sociali. Serve una risposta fondata sulla relazione umana, sulla prevenzione, sulla riabilitazione e sull’inclusione sociale e lavorativa”.
Bellucci ha richiamato il valore dell’alleanza tra pubblico, terzo settore e comunità terapeutiche: “Nessuno può vincere da solo questa battaglia”. Nel suo intervento ha inoltre ricordato gli investimenti attivati dal Governo nel campo delle dipendenze, della prevenzione e dei servizi territoriali, sottolineando il valore della “Carta di Genova 2026-2036”, destinata a rappresentare “un riferimento internazionale per i prossimi dieci anni”.

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Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle comunità terapeutiche nel sistema italiano di presa in carico. Luciano Squillaci, presidente della Fict, ha ricordato come la rete Fict segua oggi circa 11mila persone, di cui 8mila con problemi di dipendenza: “Circa il 50% degli utenti fa uso primario di cocaina e crack, che rappresentano una delle principali emergenze attuali”.
Squillaci ha inoltre richiamato i quattro principi che rappresentano “il filo rosso” delle comunità terapeutiche nel mondo: “La centralità della persona, il valore delle relazioni come strumento educativo e terapeutico, la massima autonomia possibile e la convinzione che nessuno sia irrecuperabile”.
Nel corso della sessione inaugurale, la presidente della Wftc, Sushma Taylor, ha evidenziato la necessità di sviluppare modelli innovativi di presa in carico e una sempre maggiore collaborazione tra istituzioni, servizi e società civile.
Paolo Molinari, per il Dipartimento Politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri, ha ribadito il valore della collaborazione tra istituzioni pubbliche e enti del Terzo settore, definiti “una componente essenziale nella costruzione delle politiche pubbliche sulle dipendenze”.

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