Diocesi: mons. Torriani (Crotone), ai giovani, “la vostra vita è adesso, ed è qui”.

Foto Diocesi Crotone-Santa Severina

“Un numero semplice, che tutti conosciamo, ma che forse non abbiamo mai davvero ‘ascoltato’ fino in fondo: il numero sette. Quest’anno festeggiamo il ricordo settennale della nostra festa. È un numero che ritorna. Ritorna nella vita, nelle tradizioni, nella memoria dei popoli. È come se il mondo stesso fosse stato ‘pensato’ con questo ritmo dentro. Sette sono i giorni che danno forma al tempo (la settimana), che trasformano il susseguirsi dei momenti in una storia abitabile. Senza questo ritmo, il tempo sarebbe solo una corsa senza senso; con questo ritmo, diventa dimora”. Lo ha detto ieri sera l’arcivescovo di Crotone-Santa Severina, mons. Alberto Torriani, in occasione del rientro dell’Icona della Madonna di Capocolonna. Nel suo intervento, dal titolo “È fiorito di luce improvvisa. Dialoghi di vita buona”, il presule ha sviluppato una riflessione sul valore simbolico e spirituale del numero sette, radicato nella tradizione biblica e nella vita della comunità. Il discorso si è poi trasformato in un dialogo immaginario con i volti della città, a partire dai giovani, sospesi tra desiderio e smarrimento, spesso privi di adulti capaci di ascoltarli davvero. “La vostra vita è adesso, ed è qui”, ha detto il presule, richiamando la comunità a non delegare il futuro, ma a generarlo insieme. “Ci chiedete – ha detto – di credere nel futuro, ma il futuro sembra altrove: lontano, incerto, a tratti perfino minaccioso…”. Da qui l’invito: “non lasciatevi convincere che la vostra vita sia una parentesi. Questa terra ha bisogno del vostro desiderio, della vostra inquietudine, della vostra capacità di vedere oltre”.

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