Pastorale salute: don Angelelli (Cei), “lavorare sulle criticità del Ssn, ma riconoscere anche che abbiamo un sistema che funziona”

(Foto diocesi di Lamezia Terme)

“Nel mondo della salute c’è una sensazione di grande solitudine dei curanti che va affrontata e condivisa perché sembra che nessuno apprezzi più il ruolo degli operatori sanitari. Tema esploso recentemente e assolutamente inspiegabile”. Ha parlato di questa percezione don Massimo Angelelli, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, intervenendo stamattina, alla sessione tematica sulla comunicazione organizzata in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Calabria (“Comunicare la sanità: aspetti deontologici e rispetto per chi soffre”), nell’ambito del XXVII convegno nazionale di Pastorale della salute della Cei, in c orso da oggi a Falerna, in Calabria, sul tema “Scoperchiarono il tetto”.
Per don Angelelli, “l’azione verso la cura è un’azione comunitaria, non è un’azione di delega e voi comunicatori avete un ruolo fondamentale: c’è bisogno di una nuova sinergia perché il tema della comunicazione è fondamentale”. “Mi sono stancato del gioco allo sfascio del Servizio sanitario nazionale che è pieno di inefficienze – ha detto -, ma è anche vero che è un grande Ssn che non chiede né assicurazione né carta di credito al Pronto soccorso. In altri Paesi non si può entrare se non hai la polizza assicurativa per poterti curare. E questo non dobbiamo dimenticarlo”. Da qui la sollecitazione a “partecipare ad una grande operazione di verità: lavorare sulle criticità, ma riconoscere anche che abbiamo un sistema che funziona”.

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